Autore: admin

La birra costituisce senza dubbio una delle bevande più amate e consumate al mondo. Si tratta infatti di una bevanda alcolica che viene prodotta in diversi paesi e che presenta caratteristiche differenti a seconda della tipologia. Oggigiorno la produzione di birre artigianali sta superando sensibilmente quella più commerciale dal momento che i consumatori prediligono la qualità piuttosto che la quantità. Tra i paesi più attivi per ciò che concerne la produzione di birra artigianale c'è senz'altro l'Australia.

 

Birra artigianale australiana: tra tradizione e sperimentazione

L'Australia costituisce senza dubbio uno dei paesi che si distinguono maggiormente per la produzione di birra artigianale a livello mondiale. Insieme al Giappone, Nuova Zelanda e Stati Uniti infatti essa detiene il primato per ciò che concerne le sperimentazioni su nuove varietà di luppoli che danno vita ad un tipo di birra senza dubbio particolare ma anche molto apprezzata dai consumatori. La birra australiana però non ha origini molto antiche (anche perché l'Australia è stata colonizzata soltanto a partire dal diciottesimo secolo): uno dei marchi più antichi infatti è nato soltanto verso la fine dell'Ottocento. Si tratta del marchio Coopers che ha dato vita al solo stile brassicolo che oggi viene identificato come autentico in Australia. Tale tipo di birra viene denominata Australian Sparkling Ale ed è molto simile a quella britannica. Le principali differenze si possono riscontrare nel colore e nel sapore dal momento che la birra australiana risulta leggermente più chiara e dal gusto più attenuato. La bevanda quindi può essere bevuta in modo abbastanza veloce e verso la fine lascia in bocca un gradevole senso di asciutto. In origine questa birra veniva realizzata utilizzando luppoli delle varietà americane Cluster e delle varietà inglesi Goldings. Tuttavia intorno agli anni Sessanta del Novecento ci fu un cambiamento radicale che portò alla sostituzione con l'indigeno Pride of Ringwood. Altri nomi che hanno reso famose le birre artigianali australiane sono quelli di Stout e Porter che sono caratterizzate da una gradazione alcolica piuttosto elevata e da un sapore tipicamente americano. Anche le Wild Beers sono delle birre che stanno ottenendo grande successo negli ultimi tempi. Queste ultime sono caratterizzate da diverse gradazioni alcoliche nonché da differenti gusti. Inoltre, grazie un uso più educato durante la fase di luppolatura, si discostano notevolmente dalle birre americane. Tra quelle più consumate al mondo c'è la Fosters che ha un colore abbastanza chiaro e un grado di fermentazione di cinque gradi.

 

 

Come arrivare in Australia: che cosa serve

Uno degli elementi fondamentali per visitare l'Australia per un viaggio turistico oppure di lavoro è il possesso del visto. Ottenere il visto per l'Australia è un processo abbastanza semplice che richiede però il rispetto di alcuni accorgimenti fondamentali. Per prima cosa è opportuno assicurarsi di essere in possesso di tutti i requisiti necessari per poterlo ottenere ovvero un passaporto valido, una casella di posta elettronica, una carta di credito valida, bisogna risiedere al di fuori dell'Australia, non essere malato di tubercolosi e non bisogna aver subito una condanna penale superiore ai dodici mesi.

Un modo molto rapido per ottenere il visto per l'Australia è richiederlo online. Esistono oggigiorno due tipologie che si chiamano ETA e eVisitor. Il primo viene utilizzato quando si devono effettuare brevi soggiorni (per un massimo di tre mesi) mentre il secondo viene usato da coloro che fanno parte della Comunità Europea ed è valido anch'esso per soli tre mesi. Entrambe le tipologie di visto permettono di poter accedere in Australia per motivi di lavoro (come ad esempio colloqui o conferenze), per fare visita a qualche amico o parente, per studiare oppure semplicemente per turismo. Pertanto è opportuno ricordare che con questo visto non è possibile cercare lavoro in Australia né cominciare una propria attività. Per fare ciò infatti sarà opportuno richiedere una procedura diversa. Sia il visto ETA che quello eVisitor permettono di entrare ed uscire dal paese ogni volta che si vuole per dodici mesi, tuttavia il periodo di sosta non dovrà mai superare i tre mesi. La richiesta di visto deve essere presentata almeno settantadue ore prima della partenza in Australia mentre per ottenere il permesso i tempi di attesa sono di circa ventiquattro ore. Naturalmente è sempre consigliabile effettuare queste procedere almeno due settimane prima della partenza in modo tale da non rischiare il verificarsi di spiacevoli imprevisti che potrebbero ritardare l'assegnazione del visto e quindi la partenza.

Le birre artigianali australiane sono senza dubbio molto particolari e innovative, caratterizzate da un gusto che si fa ricordare e che oggigiorno è apprezzato in gran parte del mondo. Sono sempre di più infatti gli appassionati che prediligono la qualità e preferiscono spendere anche cifre più alte per avere il meglio.

 

 

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In Italia i bistrot dove il buon vino e la buona cucina per l’estate s’incontrano felicemente sono davvero tanti! I bistrot all’italiana, infatti, a differenza di quelli francesi, nei quali si può anche solamente bere un caffè o gustare un calice di vino, tendono a offrire un servizio più completo. Nei bistrot del nostro Paese il consumo di vino, infatti, è strettamente legato al cibo. Seguo quindi i consigli del web develop blogger, mio caro amico sommelier, che mi ha raccomandato come comportarsi con il vino durante la stagione estiva. Nel periodo estivo la cucina si fa più leggera e fresca e il vino bianco sorpassa allegramente quello rosso. Durante la bella stagione il “brivido” che può regalare un buon calice di vino bianco o rosato, è sicuramente impagabile! Le giornate estive del resto fanno preferire le bevande fresche, che con la loro temperatura promettono un sollievo al tormento del caldo e perfino l’alimentazione si adatta alle necessità della bella stagione. Sulle tavole dei bistrot, infatti, cominciano ad abbondare piatti a base di verdure, i condimenti si fanno meno impegnativi e i vini rossi, sono sostituiti senza rimorsi da vini più leggeri come i bianchi. Durante la stagione estiva, infatti, c’è un incremento nei consumi dei vini bianchi, soprattutto perché richiedono temperature di servizio più basse, quindi la proposta si fa più allettante. A volte sono serviti fin troppo freddi, con il peccato di perdere le qualità olfattive. La temperatura di servizio non dovrebbe mai scendere al di sotto degli 8-10°C. Un’altra tipologia di vini adatta all’estate è quella dei rosati, spesso giudicati ingiustamente dei vini di minore qualità. Eppure i vini rosati sono particolarmente versatili, e spesso si possono servire alla stessa temperatura di un vino bianco.

I vini rosati e bianchi accompagnano molto bene le pietanze della cucina estiva, all’insegna della freschezza e della leggerezza. La voglia di pasti elaborati, infatti, si smorza vistosamente, soprattutto quando si tratta di cotto e di caldo… la parte del leone spetta alle insalate di pasta e di riso, ai secondi a base di pesce e di carni bianche, ma soprattutto ai cibi crudi o che richiedono cotture veloci, come zucchine e melanzane arrosto, lattughe e tanta buona frutta. L’estate, infatti, è la stagione migliore per applicare la regola delle 5 porzioni giornaliere tra frutta e verdura consigliata dai nutrizionisti! I bistrot inoltre sono avvezzi al web marketing, per questo motivo vi consigliamo di navigare su internet e di trovare tutte informazioni relative al bistrot che vi interessa.

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Prima di tutto è necessario chiarire quale sia la falsa credenza sulla birra in questione, infatti gli intenditori potrebbero parlare di birra ambrata, ma di certo non di birra rossa.

Le caratteristiche della Birra Ambrata

Non abbastanza chiara, non proprio scura, la birra ambrata rappresenta una categoria a parte. Essenzialmente, è una birra chiara che contiene più malto ambrato rispetto ad una tradizionale birra. È caratterizzata anche da una consistente base di caramello, che rende questa una birra più equilibrata delle comuni birre chiare.

Ma perché viene chiamata birra ambrata quando in realtà è solo una birra chiara con tonalità leggermente più scure? Questi deriva dal fatto che, per differenziare la birra ambrata dalle birre chiare e da quelle più scure come le porter o le stout, i birrai usavano il termine “ambrata” riferito alla pallida colorazione rame chiaro o marrone chiaro.

Risalendo alle sue origini, la birra ambrata viene considerata una creazione americana, vista l’ assenza di ricette o riferimenti a questo tipo di birra derivanti dall’ Europa. Probabilmente per questo la birra ambrata è divenuta popolare negli Stati della costa occidentale degli Stati Uniti, tanto che all’ inizio veniva chiamata “west coast beer”.

Le ambrate sono la terra di mezzo tra le birre di malto e luppolo con un corpo medio ed un finale secco. Ciò le rende abbastanza saporite da essere bevute da sole, ma anche abbastanza “sottil” da poter essere accompagnate con il cibo.

Sapori e caratteristiche

La birra ambrata americana, con un corpo medio ed una base di malto caramellato, tende ad un focus sull’ aroma ed un tocco più amaro. Al contrario, le birre ambrate inglesi si insediano tra una English special bitter e una English brown ale. (Poiché non esiste una tale classificazione come “birra ambrata” nelle competizioni birraie britanniche, vengono spesso inserite nella categoria delle birre scure).

La maltazione moderata può bilanciare o persino nascondere gli aromi del luppolo a seconda della sua esposizione. Questo malto denota spesso una leggera presenza di caramello. L’ aroma del luppolo può andare da leggero a moderato, e dipende in larga misura dalle ultime aggiunte nel bollitore e se la birra è stata luppolata a secco.

Come si beve

La birra ambrata viene servita fresca piuttosto che fredda, per migliorarne le note di malto e permettere al ventaglio di aromi di sprigionarsi. Un tradizionale bicchiere da pinta è più che adeguato per gustare questa tipologia di birra, ma si può anche optare per un boccale in vetro più solido se si vuole mantenere la temperatura bassa più a lungo, utile soprattutto se si consuma nei periodi più caldi.

La secchezza caratteristica permette alla birra ambrata di abbinarsi con la carne, rendendola una scelta azzeccata sia per i barbecue estivi, sia per arrosti nei mesi più freddi. Completano i possibili abbinamenti anche i formaggi duri ed i piatti al gusto di noci.

Piccolo suggerimento: per una sperimentazione di sapori tipici australiani, provate la birra ambrata con salsicce di canguro.

Birra ambrata: storia dello stile

Il termine “ambra ale” è nato negli Stati Uniti, dove i birrifici artigianali della costa occidentale hanno sviluppato questo stile. In origine era un termine dalla valenza allargata utilizzato per descrivere la maggior parte delle birre che non sono né delle birre chiare né delle birre scure.

Oggi in genere la “birra ambrata” rappresenta quelle birre troppo scure per essere definite lager o birra chiare, ma troppo rosse, rame od appunto “ambra” per rientrare nella categoria delle stouts.

Di seguito una selezione di birre ambrate consigliate da guidabirreartigianali.it:


 

Ultimo aggiornamento il 08/12/2019 17:43
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Lambic è uno stile di birra caratterizzato dalla fermentazione spontanea. Le birre lambic sono prodotte esclusivamente nella regione del Payottenland, a sud-ovest di Bruxelles, in Belgio. Birre prodotte con modalità analoghe al di fuori di questi territori sono denominate “lambic-style” oppure “plambic” (ovvero pseudo lambic), sebbene questa sia una distinzione puramente volontaria effettuata per rispetto all’originale.

Al contrario delle ale e lager convenzionali, che sono fatte fermentare utilizzando ceppi di lievito accuratamente selezionati per lo scopo, il lambic è prodotto attraverso fermentazione spontanea: il mosto di birra viene esposto ai lieviti selvatici e ai batteri autoctoni della valle della Senne, in cui si trova Bruxelles. Questo inusuale processo di fermentazione conferisce alle birre di tipo lambic un sapore assolutamente distintivo: secco, vinoso e sidroso, con un retrogusto acidulo.

Tipologie

Per renderne più gradevole il gusto si prestano ad essere addizionate di sciroppi di frutta, ad esempio utilizzando i lamponi si ottiene la birra framboise, con l’aggiunta di zucchero si ottiene la birra faro, con le amarene la kriek. Miscelando invece vari tipi di lambic di diverse annate si produce la geuze.

I Produttori

  • Belle-Vue
  • Boon
  • 3 Fonteinen
  • Girardin
  • Lindemans
  • Timmermans
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Lager è il termine usato per indicare le birre a bassa fermentazione, ovvero che impiegano nel processo lieviti del ceppo Saccharomyces carlsbergensis, che predilige temperature di fermentazione basse (intorno a 10 °C), e durante il processo si deposita sul fondo del tino (da qui bassa fermentazione); è l’opposto del termine ale, che indica le birre che usano lieviti ad alta fermentazione (Saccharomyces cerevisiae), i quali durante il processo risalgono sulla superficie del tino e prediligono invece temperature più alte (intorno a 20 °C). È pertanto un termine generico che comprende molti stili di birra, come PilsenerVienna e Märzen.

Prodotte per la prima volta in Germania nel 1500 circa, le birre Lager hanno una gamma dal dolce all’amaro e dal chiaro allo scuro. La maggior parte delle Lager sono pale (chiare) o di colore intermedio, con un’alta carbonatazione, sapore di luppolo da medio ad alto, e contenuto alcolico del 3–5% per volume.

Storia

La Paulaner Dunkel, una lager tipicamente scura

Una legge bavarese del 1539 stabilì che i fabbricanti di birra bavaresi potessero produrre birra solamente durante i mesi più freddi dell’anno, tra le festività di san Michele (29 settembre) e di san Giorgio (23 aprile). Per far sì che la birra fosse disponibile anche durante i mesi estivi, essa venne immagazzinata in cave e cantine in pietra, spesso sotto blocchi di ghiaccio.

Nel periodo 1820-1830, un produttore di nome Gabriel Sedlmayr II, la cui famiglia gestiva la Spatenbräu in Baviera, girò per l’Europa per migliorare le sue tecniche di birraio. Quando tornò cominciò a mettere in pratica ciò che aveva imparato per aver una birra Lager più decisa e consistente. La Lager bavarese risultava comunque ancora differente dalla moderna Lager poiché ai tempi non si usavano metodi moderni per essiccare il malto; quest’ultimo veniva essiccato principalmente sul fuoco a temperature più alte (malto Munich), e ciò dava alla birra un aspetto abbastanza scuro.

La ricetta della nuova e migliorata birra Lager si diffuse velocemente in tutta Europa: in particolare l’amico di Sedlmayr, Anton Dreher, impiegò la nuova tecnica per migliorare la birra viennese nel 1840–1841. L’acqua di Vienna permise l’utilizzo di malti più leggeri, donando alla birra un ricco colore ambra-rosso.

Etimologia

Il termine Lager deriva dal tedesco lagern (“conservare”, “immagazzinare”) e si riferisce alla pratica di conservare le birre ad una bassa temperatura per permettere alla birra di auto-filtrarsi.

Ancora oggi infatti i birrifici, dopo la fermentazione a basse temperature (circa 10 °C) e una piccola sosta per il diacetile (diacetyl rest) a temperature un poco più alte (14 – 18 °C) per permettere al lievito di riassorbire il diacetile che altrimenti darebbe un aroma e sapore burroso alla birra, eseguono una lagerizzazione. Tale processo si esegue portando la birra a temperature prossime allo zero per una durata che va da un mese a tre mesi, in base alle preferenze del birrificio.

La lagerizzazione consente di far depositare sul fondo le sostanze come il lievito, il luppolo, le proteine, i tannini e i sulfuri, rendendo la birra tipicamente limpida. Inoltre la lagerizzazione è necessaria per ammorbidire i sapori e far maturare la birra.

Esistono tuttavia delle lager che non subiscono il processo di lagerizzazione, come le Kellerbier, rimanendo perciò tipicamente torbide ed opache.

Pilsner

La pilsener della Veltins

La nuova ricetta raggiunse anche la Boemia. Nel 1842, nella città di Plzeň, un ventinovenne produttore di birra bavarese, Josef Groll, provò la nuova ricetta per la birra Lager usando un malto che a differenza di quelli usati precedentemente era molto chiaro a causa della sua essiccazione a basse temperature (viene chiamato ancora oggi malto Pilsner), con l’acqua locale che era molto più leggera di quella di Monaco o di Vienna e il tipico luppolo Saaz originario della Boemia: la birra risultante aveva un colore chiaro dorato. Questo nuovo tipo di birra, che divenne noto come Pilsener o Pilsner (dal nome della città in tedesco, Pilsen), ebbe un enorme successo e si diffuse in tutta Europa.

Nelle Americhe la Pittsburgh Brewing Company diede vita alla prima Lager non-europea nel 1861 a Pittsburgh.

Pilsner ha un colore chiaro e una carbonatazione relativamente elevata, con un eccellente sapore di luppolo e un contenuto alcolico di circa il 4-5% per volume. Pilsner Urquell (“Original Pilsener”) è il prototipo della birra pilsner.

La maggior parte delle pale lager sono basate sullo stile di birra Pilsner.

Stili di birra Lager

  • Bock
  • Export
  • Dunkel
  • Helles
  • Kellerbier
  • Märzen/Oktoberfestbier
  • Pilsener
  • Schwarzbier
  • Rauchbier
  • Vienna lager
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Ale è il termine usato per indicare le birre ad alta fermentazione, che cioè impiegano nel processo lieviti del ceppo Saccharomyces cerevisiae, i quali prediligono temperature elevate e durante il processo (che risulta, quindi, piuttosto rapido) salgono in superficie del tino di fermentazione; all’opposto, il termine lager indica le birre a bassa fermentazione.

Il risultato è un sapore dolce, dal corpo pieno e fruttato. La stragrande maggioranza delle ale contiene erbe o spezie, solitamente luppolo o balsamita, al fine di conferire un aroma amarognolo che bilanci la dolcezza del malto.

Diffusione

Dal Medioevo fino a tutta l’Età moderna le birre ad alta fermentazione sono state le più diffuse nel mondo, autoselezionatesi partendo da processi di fermentazione spontanea, che sono sopravvissuti solo in isolate località, come ad esempio nel Pajottenland. A partire dal XIX secolo invece iniziarono a diffondersi le birre a bassa fermentazione, partendo dalla Baviera e soppiantando via via quasi ovunque gli stili più antichi. Le ale rimasero i tipi di birra più diffusi nelle isole britanniche e in Belgio, in parte in Germania nella produzione delle birre con il frumento, oltre che alcune città particolari come Colonia e Düsseldorf. In questi luoghi, nonostante la parallela diffusione più o meno ampia delle lager, sopravvissero gli stili tradizionali ad alta fermentazione.

Verso la fine del XX secolo, con l’apertura dei primi cosiddetti birrifici artigianali, iniziò un processo di riscoperta degli stili ad alta fermentazione, che esplose poi nei primi decenni del nuovo millennio. Questa ondata di “nuove vecchie” birre esplose prima negli Stati Uniti, per poi diffondersi anche in Europa e nel resto del mondo, conquistando anche Paesi che storicamente non avevano mai vantato una tradizione brassicola, riprendendo e innovando gli stili antichi e creandone di nuovi, anche grazie all’avanzamento tecnologico. La fetta di gran lunga più grossa del mercato mondiale della birra nell’Età contemporanea riguarda le lager, anche se il mercato della birra artigianale ha contribuito ad erodere questa egemonia.

Stili di birra ale

  • Bitter
  • Mild ale
  • Brown ale
  • Old ale
  • Barley wine
  • India Pale Ale (o IPA)
  • Stout
  • Porter
  • Bière de Garde
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La birra La Trappe è una birra trappista, prodotta nell’abbazia Onze-Lieve-Vrouw Van Koningshoeven a Berkel-Enschot[1], vicino a Tilburg, nei Paesi Bassi. È una delle cinque birre trappiste che non sono d’origine belga. Sia la birra e la fabbrica di birra sono conosciute sotto lo stesso nome La Trappe.

Marche prodotte

Una bottiglia di Witte Trappist

La birra La Trappe è prodotta in varie versioni:

  • La Trappe Blond (con il 6,5% di alcool, vol.)
  • La Trappe Dubbel (con il 7% di alcool, vol.)
  • La Trappe Tripel (con l’8% di alcool, vol.)
  • La Trappe Quadrupel (con il 10% di alcool, vol.)[2]
  • La Trappe Witte Trappist (con il 5,5% di alcool, vol.)
  • La Trappe Bockbier (con il 7% di alcool, vol.) (Stagionale)
  • La Trappe Isid’or (con il 7,5% di alcool, vol.)
  • La Trappe PUUR (con il 4,7% di alcool, vol.)

L’acqua per la birra è estratta da cinque pozzi profondi 200 metri per rispettare le tradizioni delle abbazie. Il grano usato restante dopo che il mosto è filtrato dalla poltiglia viene usato per alimentare la propria mandria di mucche nella abbazia.

Statuto della birra trappista

Lo statuto della birra trappista La Trappe è stato oggetto di discussioni, dall’accordo passato con l’industria della birra Bavaria nel 1999, i monaci avevano chiesto il ritiro del logo Authentic trappist product. La menzione trappistenbier è sempre tuttavia stata legalmente presente. Dopo numerose discussioni con l’associazione trappiste internazionale, l’abbazia di Tilburg ottenne nuovamente il diritto, nel settembre 2005, di affiggere il logo Authentic Trappist Product sulle sue birre.

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Birrifici artigianali in provincia di Treviso

BIRRIFICIO ARTIGIANALE 32 VIA DEI BIRRAI

  • Indirizzo: Via Cal Lusent, 41
  • Località: Pederobba
  • CAP: 31040
  • Comune: Pederobba (TV)
  • Tel: 0423-681983
  • Email: toffoli@32viadeibirrai.com
  • Sito Web: www.32viadeibirrai.com

BIRRIFICIO ARTIGIANALE ACELUM

  • Indirizzo: Via Col Muson, 9
  • Località: Castelcucco
  • CAP: 31030
  • Comune: Castelcucco (TV)
  • Tel: 0423-544873
  • Fax: 0423-922147
  • Email: info@birrificioacelum.it
  • Sito Web: www.birrificioacelum.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE BARCHESSA DI VILLA PAOLA

  • Indirizzo: Via Batt. S. Pomini, 3
  • Località: Barcon di Vedelago
  • CAP: 31050
  • Comune: Vedelago (TV)
  • Tel: 0423-772017
  • Cellulare: 348-0349794
  • Fax: 0423-772839
  • Email: info@villapola.com
  • Sito Web: www.villapola.com

BIRRIFICIO ARTIGIANALE BRADIPONGO

  • Indirizzo: Via Pin delle Portelle, 16
  • Località: San Martino di Colle Umberto
  • CAP: 31014
  • Comune: Colle Umberto (TV)
  • Tel: 0438-394992
  • Fax: 0438-394992
  • Email: info@birrificiobradipongo.it
  • Sito Web: www.birrificiobradipongo.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE CASA VECCIA

  • Indirizzo: Via Povegliano, 45/2
  • Località: Camalò
  • CAP: 31050
  • Comune: Treviso (TV)
  • Tel: 0422-872397
  • Cellulare: 335-6931266
  • Fax: 0422-872397
  • Email: birraio@ivanborsato.it
  • Sito Web: www.ivanborsato.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE GALIVM

  • Indirizzo: Via Cavour, 39
  • Località: Vittorio Veneto
  • CAP: 31029
  • Comune: Vittorio Veneto (TV)
  • Tel: 0438-556924
  • Fax: 0438-556924
  • Sito Web: www.galivm.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE HABEMUS

  • Indirizzo: Via Zecchinel, 26
  • Località: Montebelluna
  • CAP: 31044
  • Comune: Montebelluna (TV)
  • Cellulare: 348-8209405
  • Email: afermenti@yahoo.it
  • Sito Web: www.habemus.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE LA GASTALDIA

  • Indirizzo: Via Roma
  • Località: Solighetto
  • CAP: 31053
  • Comune: Pieve di Soligo (TV)
  • Tel: 0438-82081
  • Cellulare: 392-2950031
  • Email: birrificio@lagastaldia.it
  • Sito Web: www.lagastaldia.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE M’ANIS

  • Indirizzo: Via Consolata, 1
  • Località: Montebelluna
  • CAP: 31044
  • Comune: Montebelluna (TV)
  • Tel: 0423-23000

BIRRIFICIO ARTIGIANALE MORGANA

  • Indirizzo: Via Giolitti, 5
  • Località: Morgano
  • CAP: 31050
  • Comune: Morgano (TV)
  • Tel: 0422-739514
  • Cellulare: 335-6179403 335-5943519
  • Email: info@birramorgana.com
  • Sito Web: www.birramorgana.com

BIRRIFICIO ARTIGIANALE SOGNANDOBIRRA

  • Indirizzo: via E.Mattei 9/1
  • CAP: 31046
  • Comune: Oderzo (TV)
  • Tel: 393 40 76 810
  • Email: sognandobirra@gmail.com
  • Sito web: www.sognandobirra.com oppure www.sognandobirra.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE SAN GABRIEL

  • Indirizzo: Via della Vittoria, 2
  • Località: Levada di Ponte di Piave
  • CAP: 31047
  • Comune: Ponte di Piave (TV)
  • Tel: 0422-202188
  • Fax: 0422-0247384
  • Email: info@sangabriel.it
  • Sito Web: www.sangabriel.it

BIRRIFICIO ARTIGIANALE TREVIGIANO

  • Indirizzo: Via dell’Artigianato, 5
  • Località: Vascon di Carbonera
  • CAP: 31050
  • Comune: Carbonera (TV)
  • Tel: 0422-892632
  • Cellulare: 348-2616473 347-5388230
  • Fax: 0422-893668
  • Email: info@birrificiotrevigiano.com
  • Sito Web: www.labieredugrandmonarque.com
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