Categoria: Varie dal mondo della birra

In un mercato gastronomico sempre più competitivo, distinguersi è fondamentale. Uno dei prodotti che sta catturando l’attenzione dei gourmet e non solo è la pinsa, una variazione della classica pizza che conquista per la sua leggerezza e digeribilità. Ma come può un ristoratore vendere la pinsa efficacemente? Ecco alcuni consigli per non solo inserirla nel menù, ma farla diventare un vero e proprio best seller.

Perché la Pinsa?

La pinsa, con la sua base croccante fuori e morbida dentro, è una proposta gastronomica che risponde alla crescente domanda di cibi sani e allo stesso tempo gustosi. Non si tratta solo di un piatto trendy, ma di una vera e propria tradizione culinaria che affonda le radici nella storia romana. Offrire la pinsa nel proprio ristorante significa non solo ampliare la varietà del menù, ma anche proporre ai clienti un'esperienza culinaria unica e autentica.

Consigli per il Successo

Per trasformare la pinsa in un vero successo ci sono alcuni punti chiave da considerare: dalla selezione degli ingredienti di alta qualità alla formazione dello staff, passando per la scelta di tecniche di cottura appropriate che ne esaltino il sapore e la consistenza. Non meno importante è la presentazione e la promozione: un'immagine accattivante e una strategia di marketing mirata possono fare la differenza. Infine, è essenziale ascoltare i feedback dei clienti e adattare l'offerta alle loro preferenze. Nel prosieguo dell'articolo, esploreremo in dettaglio ciascuno di questi aspetti, fornendo ai ristoratori gli strumenti per fare della pinsa un punto di forza del loro business.

La Scelta degli Ingredienti: La Base del Successo

Uno degli aspetti fondamentali per vendere la pinsa con successo è la selezione degli ingredienti. Non stiamo parlando di semplici componenti di una ricetta, ma di veri e propri protagonisti che possono elevarne il gusto e la qualità. Farine selezionate, pomodori maturi al punto giusto, mozzarella filante di alta qualità e basilico fresco sono solo alcuni esempi di ciò che può fare la differenza. Ma come trovare il giusto equilibrio? L'esperienza insegna che il segreto sta nel saper scegliere prodotti locali, magari a km 0, che garantiscano freschezza e sostengano l'economia locale. Una pinsa con ingredienti scelti con cura è non solo un piacere per il palato, ma anche un racconto che il cliente apprezzerà e che contribuirà a fidelizzarlo.

Marketing e Promozione: Comunicare Valore

Ma cosa serve una pinsa eccellente se nessuno ne è a conoscenza? Qui entra in gioco l'arte del marketing e della promozione. Creare una storia intorno alla propria pinsa, sottolineandone l'autenticità e la qualità, è il primo passo per catturare l'attenzione. Utilizzare i social media per mostrare immagini accattivanti del prodotto, condividere recensioni entusiastiche dei clienti e organizzare eventi tematici può aumentare la visibilità e l'interesse. Non sottovalutare il potere di una buona storia: perché non raccontare l'origine dei vostri ingredienti o l'ispirazione dietro a una nuova ricetta? La pinsa non è solo cibo, è cultura, tradizione e passione. Trasmettere questi valori ai clienti li renderà non solo consumatori ma veri e propri ambasciatori del vostro ristorante.

Passando da ingredienti di qualità a una comunicazione efficace, è chiaro che vendere la pinsa richiede dedizione e attenzione ai dettagli. Ma non dimentichiamo l'importanza dell'ascolto: il feedback dei clienti è una miniera d'oro di informazioni che può guidare verso un miglioramento continuo. Non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di creare un'esperienza che lasci il segno. E voi, siete pronti a trasformare la pinsa nel punto di forza del vostro menù?

Trasformare la Pinsa in un'Esperienza Unica

Nel panorama culinario attuale, dove l'innovazione e la tradizione si intrecciano continuamente, la pinsa rappresenta una scelta vincente per i ristoratori che vogliono offrire ai propri clienti qualcosa di più di una semplice pietanza. Abbiamo esaminato l'importanza di ingredienti selezionati, una presentazione impeccabile e una promozione accattivante come pilastri fondamentali per rendere la pinsa non solo un piatto del menù, ma un'esperienza memorabile per chi la degusta.

L'equilibrio tra il rispetto della tradizione romana e l'innovazione dei metodi di cottura moderni, la cura nella scelta degli ingredienti locali e la capacità di comunicare attraverso storie autentiche che danno vita ai sapori, sono tutte strategie che possono fare la differenza nella percezione del cliente. Ricordiamo che la pinsa non è solo un'opzione gastronomica di tendenza, ma un'opportunità per raccontare una storia di qualità e passione, elementi che possono trasformare una semplice cena in un viaggio culturale e sensoriale.

La sfida per i ristoratori sarà quella di mantenere un ascolto attivo verso i propri clienti, interpretando i loro feedback e adeguando l'offerta per soddisfare i palati più esigenti. In questo modo, la pinsa potrà diventare un simbolo della vostra attenzione verso l'eccellenza e l'autenticità. Con questi consigli, il successo nel vendere la pinsa è a portata di mano: siete pronti a farvi conoscere come il luogo dove la tradizione della pinsa romana incontra la qualità e l'innovazione del vostro ristorante? Lasciate che ogni assaggio diventi un racconto indimenticabile e che ogni cliente diventi un ambasciatore della vostra passione per la gastronomia.

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La birra è una delle bevande alcoliche più popolari al mondo e, spesso, siamo portati a chiederci quale sia il suo impatto sulla nostra dieta e sulla salute in generale. In questo articolo, esploreremo i valori nutrizionali della birra, il suo potenziale effetto sull'aumento di peso e altri aspetti legati al consumo moderato di questa bevanda. Inoltre, forniremo utili suggerimenti su quale tipo e quantità di birra bere per mantenere un equilibrio con la dieta. Per farlo ci aiuterà il dietologo di Udine dott. Mauro Meloni.

Valori nutrizionali della birra

La birra è composta principalmente da acqua, cereali come l'orzo e il frumento, lievito e luppolo. Questa combinazione di ingredienti conferisce alla birra il suo sapore caratteristico e i suoi valori nutrizionali. In generale, la birra è moderatamente calorica, contenendo circa 150-200 calorie per una lattina o una pinta di dimensioni standard. Tuttavia, i valori specifici possono variare a seconda del tipo di birra e del suo tenore alcolico.

La birra fa ingrassare?

La domanda se la birra faccia ingrassare è comune tra coloro che seguono una dieta o cercano di mantenere il peso forma. È importante sottolineare che il consumo moderato di birra di per sé non è direttamente responsabile dell'aumento di peso. Ciò che determina l'incremento calorico è spesso l'eccesso di calorie derivante da un consumo eccessivo di birra e di altri alimenti.

Tuttavia, è importante notare che la birra contiene alcol, che ha un valore calorico relativamente elevato (circa 7 calorie per grammo). Inoltre, il consumo eccessivo di alcol può influenzare negativamente il metabolismo, favorendo l'accumulo di grasso corporeo.

Altri effetti della birra sulla salute

Oltre alla sua possibile influenza sul peso, è importante considerare gli altri effetti che la birra può avere sulla salute. La birra contiene una varietà di sostanze come antiossidanti, vitamine del gruppo B e minerali come il silicio, che possono offrire alcuni benefici per il corpo se consumati con moderazione. Alcune ricerche hanno suggerito che il consumo moderato di birra può avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare e sulla densità ossea.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che il consumo eccessivo o incontrollato di birra può portare a problemi di salute, tra cui dipendenza dall'alcol, danni al fegato, aumento del rischio di malattie cardiovascolari e obesità. Pertanto, è importante mantenere un equilibrio e consumare birra in modo responsabile.

Quale e quanta birra bere per non ingrassare

Sebbene la birra possa essere inclusa in una dieta equilibrata, è consigliabile adottare alcune strategie per evitare l'eccesso di calorie. Ecco alcuni suggerimenti utili:

1. Scegliere birre leggere: le birre leggere o a basso contenuto calorico spesso hanno un

 ridotto contenuto alcolico e, di conseguenza, un minor apporto calorico. Optare per queste varietà può ridurre l'apporto calorico complessivo.

2. Controllare le porzioni: bere birra con moderazione è fondamentale per mantenere l'equilibrio calorico. Limitare il consumo a una o due unità al giorno può aiutare a gestire l'assunzione calorica complessiva.

3. Bilanciare con l'esercizio fisico: sebbene il consumo di birra moderato possa essere incluso nella dieta, è importante compensare l'apporto calorico con l'esercizio fisico regolare. Mantenere uno stile di vita attivo può contribuire a mantenere l'equilibrio energetico complessivo.

In conclusione, la birra può essere inclusa in una dieta equilibrata se consumata con moderazione. Tuttavia, è essenziale tenere conto delle calorie e dell'apporto di alcol, così come di altri effetti sulla salute. Seguire una dieta sana e bilanciata, unita a uno stile di vita attivo, è la chiave per mantenere un equilibrio tra il piacere di gustare una birra e la salute generale.

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La dieta della birra, come suggerisce il nome, si basa sull'assunzione di birra come fonte principale di calorie. Ma come funziona esattamente questa dieta? Innanzitutto, va detto che non esiste una vera e propria dieta della birra con un piano alimentare strutturato, ma si tratta più che altro di un approccio alimentare che prevede l'inserimento della birra all'interno di una dieta equilibrata. In pratica, la birra viene utilizzata come fonte di carboidrati, proteine e vitamine del gruppo B, e viene associata a pasti leggeri a basso contenuto calorico come insalate, verdure e proteine magre.

 

Quanto incide una birra sulla dieta?

Dipende dalla quantità e dalla frequenza di consumo. Una lattina di birra contiene in media 150 calorie, ma se si considera che una serata in compagnia può facilmente portare al consumo di diverse birre, il bilancio calorico diventa decisamente negativo. Inoltre, la birra contiene alcol, che ha un effetto negativo sulla capacità di bruciare i grassi e può stimolare l'appetito, portando a un aumento dell'assunzione calorica complessiva.

 

Come bere la birra e non ingrassare?

La soluzione non è eliminare completamente la birra dalla dieta, ma piuttosto imparare a bere in modo consapevole e responsabile. In primo luogo, è importante limitare la quantità di birra consumata e scegliere birre leggere a basso contenuto alcolico. In secondo luogo, è utile associare la birra a pasti leggeri a basso contenuto calorico e limitare l'assunzione di snack e alimenti ad alto contenuto calorico durante il consumo di birra. Infine, è importante non trascurare l'attività fisica e mantenere uno stile di vita attivo per aiutare il corpo a bruciare le calorie in eccesso.

 

Quante birre si possono bere in un giorno?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, poiché dipende dalle esigenze caloriche individuali e dal livello di attività fisica. Tuttavia, i nutrizionisti consigliano di limitare il consumo di alcol a un massimo di una o due bevande al giorno per gli uomini e una bevanda al giorno per le donne, nel rispetto delle linee guida suggerite dalla comunità scientifica per la prevenzione dell'obesità e delle malattie croniche. In ogni caso, è importante ricordare che la birra non può sostituire un pasto completo e vario e non può essere considerata una fonte nutrizionale completa.

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In primo luogo bisogna fare una differenza. L’intolleranza al glutine e la celiachia non sono la stessa cosa. La celiachia è difatti una malattia genetica non debellabile, sebbene ad oggi si possa tenere sotto controllo. L’intolleranza al glutine, invece, è una sensibilità elevata ad alimenti che lo contengono e talvolta, per stare meglio, basta semplicemente limitarne il consumo. Ad oggi esistono per questo infinite varianti di cibi e bevande senza glutine, ma non bisognerebbe mai agire senza chiedere il parere di un esperto. Se sai o sospetti di essere celiaco, o intollerante al glutine, non eliminarlo dalla tua alimentazione senza indagare in maniera approfondita.

 

Che alcolici può bere un celiaco?

Una persona malata di celiachia può bere vini, spumanti e distillati senza nessuna preoccupazione. Certo è che qualora si dovesse trattare di alcolici caratterizzati da ingredienti aggiuntivi (un esempio può essere la vodka alla pesca) allora in quel caso si tratterebbe di alcolici a rischio, i quali devono chiaramente avere esposto sull’etichetta la dicitura “Senza Glutine” per essere consumati. 

Per la birra l’attenzione dev’essere massima. Quasi tutte le birre ad oggi in commercio sono ottenute dalle fermentazioni di cereali, per questo motivo qualora un celiaco voglia comprarne una bottiglia dovrà assicurarsi della totale assenza di glutine all’interno. Ovviamente, il consumo di bevande alcoliche “Senza Glutine” dovrà essere comunque limitato, in quanto il glutine resterà comunque presente in piccolissime parti e possibili effetti collaterali non sono esclusi a priori.

 

Che differenze ci sono tra una birra “Senza Glutine” ed una birra normale?

Di birre “Senza Glutine” ne esistono di due tipi:

    • La Gluten Free: sono quelle che non presentano glutine perché prodotte con ingredienti privi naturalmente di questa proteina;
    • La birra privata del glutine: ovvero tutte quelle birre che presentano una percentuale di glutine molto ridotta tale da poter essere (moderatamente) assunta da chi ne è intollerante;

Per quanto riguarda la birra Gluten Free, la differenza con la birra classica c’è ed è sostanziale. Questo per nessun altro motivo se non per l’uso di ingredienti diversi da quelli classici. Una birra Gluten Free è creata con cereali come riso o mais, quinoa, grano saraceno, ma anche altri ingredienti come castagne e zucche. Non si tratta quindi di una variabile esclusiva per gli intolleranti, si tratta proprio di ricette diverse che nessun buon amante della birra non proverebbe. Per quanto riguarda, invece, la birra “classica” a basso contenuto di glutine la differenza sarebbe impossibile da trovare. Le due birre non solo sono identiche sotto un punto di vista visivo, ma anche nel gusto.

 

Quanti gradi ha la birra senza glutine?

Il grado alcolico di una birra dipende principalmente dalla quantità di zuccheri fermentescibili presenti, dalla tipologia di lievito e dalla fermentazione. Non c’è quindi un vero e proprio collegamento al cereale utilizzato. Il grado alcolico di una birra senza glutine può variare in piccola parte o addirittura rimanere identico, come nel caso della Peroni Glutee Free (4,7%).

 

Quali sono le birre senza glutine italiane?

Sarebbe impossibile elencare tutte le birre senza o a basso contenuto di glutine ad oggi in commercio. L’intolleranza al glutine e la celiachia non sono più disturbi secondo i quali le persone sono costrette semplicemente a eliminare il glutine dall’alimentazione. Sono solo delle semplici condizioni a cui abituarsi, grazie all’infinità varietà di alternative Glutee Free ad oggi disponibili a chiunque. Che voi stiate cercando una birra Glutee Free dal gusto particolare o una classica birra semplicemente riadattata alla vostra condizione, ricordatevi di prestare molta attenzione all’etichetta della birra scelta e andate sempre alla ricerca del “Senza Glutine” o alla lista degli ingredienti.

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La birra biologica è l'alternativa ecologica alla birra convenzionale. Sempre più birrifici offrono birre ecologiche e stanno convertendo le loro operazioni produttive al 100% biologico. La birra biologica ha vantaggi sia per la salute che per la protezione dell'ambiente. Spieghiamo in cosa consiste la Legge sulla purezza, cosa rende speciale la birra biologica e ti suggeriamo anche alcune buone marche che puoi acquistare.

Cosa dice la legge sulla purezza per la birra?

Luppolo, malto, lievito e acqua. Solo questi quattro ingredienti sono ammessi nella birra. Tuttavia, la legge sulla purezza non regola il modo in cui veniva coltivato il luppolo e se venivano usati fertilizzanti o pesticidi. Molte persone che apprezzano l’alimentazione ecologica e a basse emissioni vogliono quindi acquistare birra biologica. Ma che cos'è esattamente?

La differenza tra birra biologica e birra normale

La birra biologica può contenere solo luppoli e cereali provenienti da agricoltura biologica. Sono vietati i fertilizzanti e l'uso di additivi sintetici che migliorano la durata di conservazione delle materie prime. Se una birra è davvero biologica di solito si può vedere dal suo aspetto, poiché è più torbida della birra convenzionale. Il motivo: non chiarificare o conservare per pastorizzazione.

Anche se questo sarebbe consentito anche con la birra ecologica, la maggior parte dei produttori di birra biologici ne fa a meno, poiché vengono preservati più sapore e ingredienti. Di conseguenza, la birra biologica spesso non si conserva a lungo come la birra convenzionale, ma ha un sapore più intenso.

  • Etichetta e sigillo per birra biologica.
  • Utilizzo di materie prime provenienti da coltivazioni ecologiche e senza pesticidi.
  • Nessun utilizzo di estratto di luppolo, solo luppoli e malto non solforati.
  • Nessun conservante sintetico di conservazione per l'orzo.
  • Privo di additivi quali acido ascorbico e lattico, colorante caramello, anidride solforosa.
  • Sigillo di garanzia per il prodotto biologico.

I 10 migliori marchi di birra biologica

Queste birre sono per lo più prodotte da piccoli birrifici regionali. Sono tutte birre che puoi trovare in alcuni negozi di prodotti naturali, in erboristeria o in negozi dedicati ai prodotti di qualità. L'arte della birra e la tradizione di famiglia sono così preservate. Dunque, se ti piacciono le varietà innovative e i sapori limitati e stagionali, abbiamo selezionato per te alcune birre biologiche di ottima qualità.

  • Neumarkter Lammsbräu
  • Birra Decker
  • Glossner
  • Störtebecker
  • Harderner Bräu
  • Riedenburger
  • BrewDog
  • Wolfcraft
  • Birrificio La casa di cura

1. Neumarkter Lammsbräu

Il birrificio Lammsbräu di Neumarkt nell'Alto Palatinato è sicuramente il pioniere della birra biologica e da oltre 30 anni fa affidamento su una "legge sulla purezza ecologica". Le materie prime provengono da coltivazioni regionali, l'acqua dalla nostra sorgente minerale. Lammsbräu produce anche il malto stesso. La gamma comprende molte varietà differenti dal fondente al farro; disponibile anche birra senza glutine e senza alcol.

2. Birra Decker

La Decker Bier esiste solo dal 2014 e anche il concetto è nuovo: tutte le birre sono prodotte a mano e con ingredienti puramente naturali nei microbirrifici locali nella regione meridionale del Baden. Quindi Decker è una rete di birrifici. Tutti i birrifici rinunciano a pastorizzazione, filtrazione e coloranti. Decker Bier è anche socialmente impegnato.

3. Glossner

Il piccolo birrificio privato Glossner di Neumarkt esiste dal 1574 ed è ora prodotto nella 14a generazione. Nelle varie birre del birrificio vengono utilizzate solo materie prime provenienti dagli agricoltori della regione. Oltre ai gustosi classici, ci sono anche specialità di stagione come Dark Organic Radler.

4. Störtebecker

La Störtebecker Braumanufaktur di Stralsund ha sei ottime birre nella sua gamma. Ad esempio, la Übersee-Pils dalla forte acidità e la fruttata e piccante Bernstein-Weizen. Trovare una nuova birra preferita è particolarmente facile con la confezione da sei "scrigno del tesoro biologico".

5. Haderner Bräu

Birra biologica di Monaco: Haderner Bräu è il primo birrificio biologico di Monaco. Le birre sono guidate dalla natura e sono prodotte in piccole quantità in modo tradizionale e artigianale. Le materie prime provengono da piccole aziende biologiche della Baviera. La gamma comprende quattro varietà: chiara, birra di frumento, scura e IPA.

6. BrewDog

Questo giocatore potrebbe non essere tedesco, ma fa sempre scalpore e quindi non dovrebbe mancare in questa lista: BrewDog . Con il suo modello equity punk, il birrificio scozzese vuole rivoluzionare il mondo della birra. L'azienda è stata fondata nel 2007 da James Watt e Martin Dickie, annoiati dalla banale scena della birra del Regno Unito. Da allora, BrewDog si è anche finanziata attraverso il crowdfunding, implementando progetti innovativi e unici che non solo si traducono in una birra deliziosa, ma anche nella promozione della sostenibilità.

7. Riedenburg

Tra Monaco e Norimberga, Riedenburger produce birra da tre decenni, dal 1994 come il primo birrificio in Baviera ad essere al 100% puramente ecologico. Oltre ai soliti classici, Riedenburger propone anche una birra analcolica e una speciale birra biologica a base di grano antico.

8. Wolfscraft

Il birrificio è sinonimo di arte della birra responsabile e non convenzionale. Le birre sono prodotte secondo una tradizione secolare e fanno a meno di additivi come gli estratti di luppolo. I birrai di Monaco producono le birre a mano. A causa del tempo di maturazione fino a cinque volte più lungo rispetto alla produzione industriale, tutte le birre ottengono un gusto unico. Wolfscraft ha attualmente quattro diversi tipi di birra nella sua gamma: una birra leggera, una pilsner fresca, la super lager e una versione analcolica.

9. Birrificio La casa di cura

Il birrificio è stato fondato nel 2013 da 3 amici/soci con l'amore per la birra. Questa birra biologica reinterpreta in modo creativo la tradizione della birra. La gamma delle birre biologiche è eccezionale e ampia. Dalla classica pilsner alla lager fino alla birra di farro, tutto è incluso. In qualità 100% biologica e con tanto amore per l'arte della birra, per le materie prime e per la natura.

Conclusione: la birra biologica è più rispettosa dell'ambiente rispetto alla birra normale

La birra biologica non è solo meno dannosa per la salute. Per quanto riguarda l'ambiente, vale anche la pena scegliere l'opzione ecologica. Il miglior esempio: il luppolo convenzionale cresce in una monocoltura, che richiede molti pesticidi perché il terreno è molto più suscettibile ai parassiti. Le monocolture rimuovono i nutrienti dal terreno solo in modo molto unilaterale, il che significa che sono necessari sempre più fertilizzanti.

D'altra parte, il luppolo può crescere molto bene in permacultura, un metodo di coltivazione modellato sugli ecosistemi naturali. Le birre ecologiche utilizzano spesso il luppolo della permacultura; i produttori di birra biologici lavorano solo il luppolo che è stato coltivato senza protezione sintetica delle colture. Tutto sommato, la birra biologica è molto più rispettosa della natura e si basa su una coltivazione sostenibile e priva di pesticidi.

Sebbene le birre ecologiche rappresentino solo una piccolissima percentuale di tutte le birre disponibili sul mercato, la tendenza è arrivata da tempo sugli scaffali delle bevande. Se non vuoi trascurare la tutela della salute e dell'ambiente quando bevi una birra dopo il lavoro, puoi scegliere una delle numerose birre ecologiche e non devi fare a meno di una vasta gamma.

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Nel 2022 siamo tornati a viaggiare, a uscire, ad andare in vacanza. La moda riflette questa voglia di libertà, in particolare per quanto riguarda le borse più di tendenza: stile sbarazzino e vacanziero dettano le regole del gioco.

Prima di tutto, il 2022 ha visto il ritorno delle borse a mezzaluna. Già in voga negli anni 2000 , che sono tornati prepotentemente alla ribalta le borse a mezza luna o borse hobo sono state il must-have di quest’anno. Possono essere portate a mano e a spalla, e sono caratterizzate da una forma ad arco sottile, molto accentuato. Per il giorno, sono indicate borse hobo colorate da abbinare a jeans, pantaloni in lino o gonne. Per la sera invece, meglio scegliere borse a mezzaluna di pelle o ecopelle, con dettagli flou o borchie. Perfette con mini-abiti da abbinare con ballerine o tacchi, le borse a mezzaluna sono le vere protagoniste delle serate 2022. Molto di successo sono state le borse a mezzaluna piotante, verdi e nere, prodotte da tantissime case di moda in moltissimi colori e materiali.

Per le donne che amano di meno look sbarazzini e preferiscono atmosfere più classiche, è tornata invece di moda la borsa in rafia o paglia intrecciata. Adatta non solo al mare, ma anche alla città, le borse in paglia sono un vero must have per l’estate 2022. Conferiscono un tocco spensierato a chi le indossa, senza sacrificare l’eleganza e la semplicità. Le borse in rafia possono essere di diverse forme, dal secchiello, alla borsa tonda, alla maxi borsa. Il secchiello è stato proposto ad esempio da Jim Sanders. La maxi bag da Loewe. Una borsa in rafia è adatta ad ogni occasione d’uso, dall’aperitivo alla festa in spiaggia, dalla serata con le amiche alla cerimonia estiva.

E ancora, per chi non vuole mai rinunciare a un tocco glamour, basterà indossare una borsa simile alla Kenny di Givenchy. Molto ampia, con chiusura magnetica e tracolla con anelli, è tutto ciò che serve per rendere di tendenza qualsiasi look. Amata dalle giovanissime, può essere abbinata con jeans e sneakers di giorno, ma anche con un tubino la sera. Il lucchetto che decora la chiusura della borsa rende la borsa Kenny il luogo perfetto in cui custodire gli oggetti più importanti per la vita di tutti i giorni, impreziosendo l’outfit con linee contemporanee e decise.

Non è necessario rivolgersi a una casa di alta moda per acquistare una hobo bag, una borsa in paglia o una borsa Kenny che possa soddisfare le proprie esigenze. Tantissimi marchi produttori di vestiti eleganti economici propongono i modelli di borsa più di tendenza per il 2022. Per avere una panoramica dei marchi a cui affidarsi per trovare una borsa adatta alle proprie esigenze, è possibile consultare il sito Reviewbirds . Poi, scelta una casa di moda, basterà digitare il nome del modello di borsa desiderato per acquistare il prodotto scelto senza preoccupazione per la qualità e la sicurezza del prodotto. 

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Gli amanti e i collezionisti di vini a un certo punto della propria vita si troveranno di fronte a un dilemma: acquistare o no un frigo solo per i vini? Questa è una domanda che ha diverse risposte, e ogni risposta è adatta al tipo di esigenza. Proviamo a fare un po’ di chiarezza per chi ha dei dubbi e non riesce a decidere se acquistare la propria cantinetta vino frigo, o continuare a conservare il vino come meglio può. 

 

La quantità da immagazzinare

 

Sembrerà una banalità, ma una delle prime risposte che deve cercare di darsi chi è in dubbio fra comprare una cantinetta vino oppure no, è valutare la quantità di bottiglie che si possiede. Difatti la decisione, o indecisione, deriva proprio da qui. 

 

Il luogo in casa rispetta i requisiti essenziali? 

 

Inoltre, la conservazione del vino deve rispettare diversi elementi che sono imprescindibili per mantenere il gusto e le proprietà organolettiche inalterate di questa bevanda millenaria. Qualora in casa si riescano ad avere i requisiti elencati di seguito, e soprattutto tutti nello stesso posto, allora si è davvero fortunati e si potrà evitare di acquistare un frigo solo per i vini. Le caratteristiche che un’apoteca moderna deve avere sono queste: 

  • temperatura: deve oscillare fra i 5° e i 20°, ma la temperatura ideale di conservazione è di 12°. Se quindi il luogo che possiamo adibire a cantina vino mantiene questa temperatura, potremmo pensare di utilizzarla per immagazzinare i nostri vini per molto tempo; 

  • totale assenza di vibrazioni: il vino è una bevanda delicata, ed ogni piccola vibrazione potrebbe intaccare le qualità di questa bevanda. Molto spesso gli armadi o cantine che conservano il vino sono dotate di uno smorzatore di vibrazioni; 

  • totale assenza di odori: eh sì. Il nostro vino è talmente delicato che oltre a temperatura e vibrazioni, anche gli odori possono influenzarlo negativamente. Il tappo di sughero con cui vengono chiuse le bottiglie è portato a un deterioramento biologico, e ciò lascia penetrare aria. Proprio per questo motivo è importante che l’aria che penetra all’interno della bottiglia non porti con sé odori sgradevoli o in generale odori forti, che potrebbero conferire al vino sfumature non volute. Difatti spesso le cantine professionali o i frigo da vino sono predisposti con dei filtri a carbone proprio per evitare questo tipo di problema; 

  • umidità: anche l’umidità vuole la sua parte nella conservazione del vino. Difatti questo requisito è altrettanto importante e deve essere di oltre il 50% . In realtà per onor di cronaca una cantina professionale per l’invecchiamento del vino ha un’umidità fra il 50 e il 75%; 

  • il buio è buon amico del vino: se per l’uva e per le piante in generale è il sole l’ottimo compagno per la crescita, è invece il buio essenziale per l’invecchiamento del vino. La luce accelera infatti la maturazione della bevanda, ed è questo il motivo per cui le porte degli armadi per conservare il vino sono sempre anti UV.

Ecco i cinque elementi portanti di un luogo adibito alla conservazione del vino. Qualora si dovesse avere la fortuna di concentrare queste cinque caratteristiche tutte in un solo luogo, allora si potrebbe evitare di acquistare un frigo per il vino, anche se resta comunque la soluzione più idonea a lungo andare.

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La pandemia ha sconvolto le nostre vite e anche le nostre abitudini. Se nelle grandi città spostarsi con i mezzi pubblici era prassi, oggi è diventato qualcosa di eccezionale e da fare solo se costretti. Non a caso, come riportato dall'Osservatorio Mobilità e Sicurezza di Continental, il coronavirus ha aumentato l'uso dell'auto.

Secondo le ricerche pubblicate, un italiano su due oggi si sposta in auto per paura del contagio. L'automobile quindi non è più solo un mezzo di trasporto ma il luogo in cui trascorrere un po' di tempo in sicurezza, mangiando un panino, bevendo una birra in compagnia e ascoltando della buona musica. Senza contare che l'autovettura è da sempre utilizzata anche per lunghi viaggi. Di conseguenza, è diventata quasi una necessità renderla più confortevole possibile, con i giusti gadget. Scopriamo insieme quali sono gli accessori per auto più richiesti e perché sono così importanti.

 

Viaggiare in auto in maniera sicura e confortevole: 5 accessori imperdibili.

Tra gli Accessori interni per auto più apprezzati dagli automobilisti ricordiamo i tappetini. Forse non sembra, ma sono degli accessori di grande importanza per diversi motivi: dalla pulizia alla sicurezza della vettura. Oltre ad aiutare a preservare gli interni dell'abitacolo, garantiscono una guida sicura, favorendo un'ottima presa dei piedi ai pedali, e offrono l'opportunità di mantenere l'auto sempre pulita. Non a caso, i tappetini sono le parti in cui si annidano batteri, polvere e sporco.

Sarà, quindi, sufficiente pulirli spesso per avere un'auto sempre linda e lucente. Withcar, lo store online leader nella vendita di accessori auto, offre un vasto assortimento di tappetini, sia in gomma che in moquette, dal design attraente e un'aderenza perfetta per decorare con classe ed eleganza gli interni di qualsiasi abitacolo. I tappetini in gomma di Withcar, tra l'altro, sono del marchio Gledring, un'azienda che nel 2018 si è aggiudicata il premio dell'anno per la qualità e il design. Non resta che dare un'occhiata e scegliere il modello più adatto alla propria vettura e alle proprie esigenze.

Altri accessori imprescindibili, soprattutto durante il periodo estivo e nelle giornate di sole, sono le tendine parasole. Per lunghi viaggi, quando si hanno bambini a bordo, ma anche solo semplicemente per preservare gli interni della propria auto, questo accessorio è letteralmente irrinunciabile. Tra i vari modelli, quelli più coprenti e facili da applicare sono le tendine adesive, posizionate sui vetri posteriori e laterali. Proteggendo dalla luce diretta del sole e abbassando la temperatura all'interno del veicolo, questi gadget permettono di viaggiare in maniera piacevole e confortevole.
In un qualsiasi viaggio, lungo o breve che sia, e in un'ottica sempre di massimo comfort ricordiamo anche:

  • il cuscino da viaggio, soluzione ottimale per evitare o alleviare i fastidi legati allo stare seduti per troppo tempo;
  • il cuscino di supporto per sedile, pensato anch'esso per alleviare i disturbi del guidatore e permettergli una guida più agiata;
  • il coprisedile auto per cani, fondamentale per chi non rinuncia a portare con sé il proprio amico a quattro zampe.

 

A cosa non si può rinunciare quando si consuma un pasto veloce in macchina

Quando si consumano dei pasti veloci in auto, cosa tra l'altro sempre più frequente nell'ultimo periodo e durante lunghi viaggi, esistono due gadget irrinunciabili: l'aspirapolvere per auto e il portavivande. Anche consumando dei semplici panini, si sa, le briciole finiscono dappertutto (su sedili, tappetini, ecc.) e non è semplice mantenere pulita la propria vettura. Questo accessorio risulta invece un alleato prezioso per chi tiene alla propria quattro ruote e vuole ripulire subito i guai. Su Withcar.it, tra i tanti gadget a disposizione, è possibile trovare anche l'aspirapolvere per auto Tornado, munita di accessori e bocchette flessibili per una migliore aspirazione e per raggiungere facilmente tutte le fessure nel veicolo.

Perfetta per rimuovere qualsiasi tipo di sporco (dai peli degli animali alla semplice polvere), questa aspirapolvere è ideale per chi tiene al proprio veicolo e vuole che sia sempre in ottime condizioni. Altro accessorio imprescindibile, se si vuole avere sempre a disposizione una bella bibita fresca, è la borsa termica; un gadget indispensabile quando si devono fare dei lunghi viaggi, soprattutto nel periodo estivo, ma anche quando si vuole gustare una bella birra fresca, da soli o in compagnia di un amico, in attesa di poterlo fare, come una volta, seduti comodamente al bar.

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La birra costituisce senza dubbio una delle bevande più amate e consumate al mondo. Si tratta infatti di una bevanda alcolica che viene prodotta in diversi paesi e che presenta caratteristiche differenti a seconda della tipologia. Oggigiorno la produzione di birre artigianali sta superando sensibilmente quella più commerciale dal momento che i consumatori prediligono la qualità piuttosto che la quantità. Tra i paesi più attivi per ciò che concerne la produzione di birra artigianale c'è senz'altro l'Australia.

 

Birra artigianale australiana: tra tradizione e sperimentazione

L'Australia costituisce senza dubbio uno dei paesi che si distinguono maggiormente per la produzione di birra artigianale a livello mondiale. Insieme al Giappone, Nuova Zelanda e Stati Uniti infatti essa detiene il primato per ciò che concerne le sperimentazioni su nuove varietà di luppoli che danno vita ad un tipo di birra senza dubbio particolare ma anche molto apprezzata dai consumatori. La birra australiana però non ha origini molto antiche (anche perché l'Australia è stata colonizzata soltanto a partire dal diciottesimo secolo): uno dei marchi più antichi infatti è nato soltanto verso la fine dell'Ottocento. Si tratta del marchio Coopers che ha dato vita al solo stile brassicolo che oggi viene identificato come autentico in Australia. Tale tipo di birra viene denominata Australian Sparkling Ale ed è molto simile a quella britannica. Le principali differenze si possono riscontrare nel colore e nel sapore dal momento che la birra australiana risulta leggermente più chiara e dal gusto più attenuato. La bevanda quindi può essere bevuta in modo abbastanza veloce e verso la fine lascia in bocca un gradevole senso di asciutto. In origine questa birra veniva realizzata utilizzando luppoli delle varietà americane Cluster e delle varietà inglesi Goldings. Tuttavia intorno agli anni Sessanta del Novecento ci fu un cambiamento radicale che portò alla sostituzione con l'indigeno Pride of Ringwood. Altri nomi che hanno reso famose le birre artigianali australiane sono quelli di Stout e Porter che sono caratterizzate da una gradazione alcolica piuttosto elevata e da un sapore tipicamente americano. Anche le Wild Beers sono delle birre che stanno ottenendo grande successo negli ultimi tempi. Queste ultime sono caratterizzate da diverse gradazioni alcoliche nonché da differenti gusti. Inoltre, grazie un uso più educato durante la fase di luppolatura, si discostano notevolmente dalle birre americane. Tra quelle più consumate al mondo c'è la Fosters che ha un colore abbastanza chiaro e un grado di fermentazione di cinque gradi.

 

 

Come arrivare in Australia: che cosa serve

Uno degli elementi fondamentali per visitare l'Australia per un viaggio turistico oppure di lavoro è il possesso del visto. Ottenere il visto per l'Australia è un processo abbastanza semplice che richiede però il rispetto di alcuni accorgimenti fondamentali. Per prima cosa è opportuno assicurarsi di essere in possesso di tutti i requisiti necessari per poterlo ottenere ovvero un passaporto valido, una casella di posta elettronica, una carta di credito valida, bisogna risiedere al di fuori dell'Australia, non essere malato di tubercolosi e non bisogna aver subito una condanna penale superiore ai dodici mesi.

Un modo molto rapido per ottenere il visto per l'Australia è richiederlo online. Esistono oggigiorno due tipologie che si chiamano ETA e eVisitor. Il primo viene utilizzato quando si devono effettuare brevi soggiorni (per un massimo di tre mesi) mentre il secondo viene usato da coloro che fanno parte della Comunità Europea ed è valido anch'esso per soli tre mesi. Entrambe le tipologie di visto permettono di poter accedere in Australia per motivi di lavoro (come ad esempio colloqui o conferenze), per fare visita a qualche amico o parente, per studiare oppure semplicemente per turismo. Pertanto è opportuno ricordare che con questo visto non è possibile cercare lavoro in Australia né cominciare una propria attività. Per fare ciò infatti sarà opportuno richiedere una procedura diversa. Sia il visto ETA che quello eVisitor permettono di entrare ed uscire dal paese ogni volta che si vuole per dodici mesi, tuttavia il periodo di sosta non dovrà mai superare i tre mesi. La richiesta di visto deve essere presentata almeno settantadue ore prima della partenza in Australia mentre per ottenere il permesso i tempi di attesa sono di circa ventiquattro ore. Naturalmente è sempre consigliabile effettuare queste procedere almeno due settimane prima della partenza in modo tale da non rischiare il verificarsi di spiacevoli imprevisti che potrebbero ritardare l'assegnazione del visto e quindi la partenza.

Le birre artigianali australiane sono senza dubbio molto particolari e innovative, caratterizzate da un gusto che si fa ricordare e che oggigiorno è apprezzato in gran parte del mondo. Sono sempre di più infatti gli appassionati che prediligono la qualità e preferiscono spendere anche cifre più alte per avere il meglio.

 

 

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In Italia i bistrot dove il buon vino e la buona cucina per l’estate s’incontrano felicemente sono davvero tanti! I bistrot all’italiana, infatti, a differenza di quelli francesi, nei quali si può anche solamente bere un caffè o gustare un calice di vino, tendono a offrire un servizio più completo. Nei bistrot del nostro Paese il consumo di vino, infatti, è strettamente legato al cibo. Seguo quindi i consigli del web develop blogger, mio caro amico sommelier, che mi ha raccomandato come comportarsi con il vino durante la stagione estiva. Nel periodo estivo la cucina si fa più leggera e fresca e il vino bianco sorpassa allegramente quello rosso. Durante la bella stagione il “brivido” che può regalare un buon calice di vino bianco o rosato, è sicuramente impagabile! Le giornate estive del resto fanno preferire le bevande fresche, che con la loro temperatura promettono un sollievo al tormento del caldo e perfino l’alimentazione si adatta alle necessità della bella stagione. Sulle tavole dei bistrot, infatti, cominciano ad abbondare piatti a base di verdure, i condimenti si fanno meno impegnativi e i vini rossi, sono sostituiti senza rimorsi da vini più leggeri come i bianchi. Durante la stagione estiva, infatti, c’è un incremento nei consumi dei vini bianchi, soprattutto perché richiedono temperature di servizio più basse, quindi la proposta si fa più allettante. A volte sono serviti fin troppo freddi, con il peccato di perdere le qualità olfattive. La temperatura di servizio non dovrebbe mai scendere al di sotto degli 8-10°C. Un’altra tipologia di vini adatta all’estate è quella dei rosati, spesso giudicati ingiustamente dei vini di minore qualità. Eppure i vini rosati sono particolarmente versatili, e spesso si possono servire alla stessa temperatura di un vino bianco.

I vini rosati e bianchi accompagnano molto bene le pietanze della cucina estiva, all’insegna della freschezza e della leggerezza. La voglia di pasti elaborati, infatti, si smorza vistosamente, soprattutto quando si tratta di cotto e di caldo… la parte del leone spetta alle insalate di pasta e di riso, ai secondi a base di pesce e di carni bianche, ma soprattutto ai cibi crudi o che richiedono cotture veloci, come zucchine e melanzane arrosto, lattughe e tanta buona frutta. L’estate, infatti, è la stagione migliore per applicare la regola delle 5 porzioni giornaliere tra frutta e verdura consigliata dai nutrizionisti! I bistrot inoltre sono avvezzi al web marketing, per questo motivo vi consigliamo di navigare su internet e di trovare tutte informazioni relative al bistrot che vi interessa.

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