Micro birrifici artigianali campani

 

birrificio campano artigianale sorrento

La Campania è una delle regioni italiane in cui il settore dello “beverage” artigianale è molto attivo, soprattutto per quanto riguarda la produzione di vino. Ma pochi sanno che, in questa splendida regione dalle ricche e rigogliose zone collinari, oltre al buon vino sono presenti anche piccoli impianti che producono un’eccellente birra artigianale. Tra i birrifici più rinomati, troviamo Maltovivo di Capriglia Irpina (AV), un piccolo paesino ai piedi del monte Partenio, un progetto nato nel lontano 2004 dall’idea di due soci accomunati dalla stessa passione per la birra. Questo è solo un esempio di eccellenza irpina che si è guadagnato, nel corso degli anni, buoni consensi da parte dei consumatori e dei degustatori più esperti, ma sono presenti altre piccolissime realtà che lavorano in “sordina” in attesa del grande salto di qualità. Un recente sondaggio ha fatto emergere due dati significativi. Il primo riguarda l’età dei nuovi maestri birrai che è sempre più “giovane”. La seconda è vedere come i produttori di birra artigianale siano sempre più intenzionati ad intraprendere la strada della qualità per differenziare il proprio prodotto da tutti gli altri. Dal momento che le comunità irpine hanno il vino nel proprio Dna, i giovani intraprendenti mastri birrai, per acquisire le nozioni necessarie, come le varie tecniche di produzione della birra e conoscere le zone dove reperire i migliori ingredienti, sono sempre più proiettati verso l’estero.

In cosa una birra artigianale si differenzia dalle altre?

Per ottenere una birra corposa dal gusto particolare è necessario rispettare i canoni e la lunga tradizione di questa bevanda. Dopo aver compiuto, passo dopo passo, i vari passaggi della produzione, è fondamentale conferire alla birra quel tocco “speziato” che la contraddistinguerà da tutte le altre. Una volta definita la matrice, si passa poi alla fase della sperimentazione. Ed è qui che entra in gioco la fantasia, il gusto personale e il “genio” del mastro birraio il quale, attraverso particolari “alchimie” e giochi d’ingredienti, darà alla luce una bevanda unica e difficilmente replicabile.

Storia e curiosità dei birrifici in Campania

Pochi sono a conoscenza del fatto che il primo birrificio italiano è stato creato in Campania nel lontano 1985. Il suo fondatore, Giuseppe Esposito alias Peppiniello, dopo una lunga esperienza in terra tedesca per motivi lavorativi, ritorna a Sorrento con una caldaia a fiamma diretta da 60 ettolitri. Ed è così che nacque il Saint Joseph, che per molti anni è stato l’unico birrificio in Italia, fino alla nascita di un secondo piccolo impianto per la produzione di birra artigianale dei fratelli Oradini sul lago di Garda. Bisogna attendere gli anni Novanta per assistere a una forte crescita dei birrifici, che diventano una vera e propria moda. L’ultimo birrificio nato in terra campana è il Birrificio Sorrento, con la sua pregiata Syrentum, birra aromatizzata dal corpo medio leggero, prodotta con i limoni di Sorrento IGP. La leggenda narra di Sirentum, una bellissima ninfa sorrentina del XVI secolo dalle origini contadine. Come predetto dalla Sirena Parthenope, la giovane fanciulla sposò un nobile benestante vivendo come una regina fino a quando la città di Sorrento fu saccheggiata e lei ridotta in schiavitù. Durante il tempo della prigionia, Sirentum ebbe modo di imparare e perfezionare il metodo di preparazione di una bevanda prelibata, prodotta con cereali fermentati che diede in dono alle Sirene al suo ritorno.

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