Fare la birra in casa: introduzione

Vantaggi del fare la birra in casa

Sono tanti i motivi per cui si può decidere di iniziare a produrre la birra in casa propria. Innanzitutto ci deve essere tanta passione per questa bevanda, poiché l’homebrewing richiede un impegno non certo trascurabile in termini di tempo e di attenzioni: se non siete particolarmente ‘innamorati’ della birra, oppure non avete voglia di impiegare il vostro tempo libero a sterilizzare bottiglie e travasare liquidi, saremo sinceri: vi conviene comprarla già fatta!

Detto questo, quando c’è la passione, produrre la birra in casa è un’attività davvero coinvolgente, soprattutto se lo si fa in compagnia di amici o familiari (anche perché un po’ di aiuto è sempre prezioso).

Si tratta anche di un hobby economico: con meno di un centinaio di euro si può acquistare tutto l’occorrente, e a conti fatti la birra in casa costa meno di quella acquistata al supermercato. Da non trascurare, inoltre, è la grande soddisfazione personale che deriva dal gustare una birra fatta con le proprie mani!

Vantaggi del fare la birra in casa

Fare la birra in casa: principianti, intermedi e avanzati

Chi fa la birra in casa può scegliere di iniziare con procedimenti semplici, per poi aumentare via via il grado di complessità (e con esso, parallelamente, la personalizzazione delle birre) man mano acquisisce manualità ed esperienza. Esistono infatti tre livelli di difficoltà nella produzione di birra in casa:

  • Principianti
    (E) – per produrre la birra si utilizzano come ingredienti base gli estratti di malto già mescolati con il luppolo. Questi prodotti si possono facilmente acquistare su internet, e richiedono solo l’aggiunta di acqua, lieviti e zucchero. Il livello “E” sta per “Estratto” e si consiglia di iniziare da questo, per prendere confidenza con il metodo, per poi passare eventualmente ai livelli successivi man mano si acquisisce esperienza.
  • Intermedi
  • (E+G) – si parte da estratti di malto non luppolato ai quali si aggiunge il luppolo a proprio piacimento, ed eventualmente anche malti speciali in grani in modo tale da personalizzare la propria ricetta. Questo livello è detto “E+G”, ovvero “Estratto+Grani”.
  • Avanzati
  • (AG): in questo caso gli ingredienti di base per la preparazione della birra sono le materie prime grezze, ovvero luppolo e malto d’orzo in grani. “AG” identifica infatti i metodi “All Grain”: si tratta di procedimenti piuttosto complessi, che però possono regalare grandi soddisfazioni perché a differenza dei kit consentono di sperimentare a piacimento gli ingredienti, ottenendo perciò una birra personalizzata ed unica.

Vale la pena ricordare che è anche possibile coltivare in casa il luppolo, con grande soddisfazione e con la certezza di usare un prodotto assolutamente biologico e sicuro per la propria birra casalinga.

Fasi della produzione di birra in casa

Semplificando allo scopo di far comprendere meglio il procedimento nel suo insieme, sono in totale cinque i passaggi che permettono di ottenere una buona birra in casa. Eccoli:

Preparazione del mosto

Consiste nella bollitura di malto, luppolo e acqua, che determina la sterilizzazione degli ingredienti e il rilascio da parte del luppolo del suo tipico sapore amarognolo. In questa fase bisogna seguire particolari procedure, sia per quanto riguarda la scelta degli ingredienti che per le tempistiche e gli step di temperatura. Quando si utilizzano kit già pronti a base di estratti di malto luppolato, invece, si fa semplicemente bollire il tutto.

Raffreddamento e aggiunta dei lieviti

Il mosto viene fatto raffreddare e travasato all’interno di un apposito contenitore (detto fermentatore), aggiungendovi acqua e zucchero (o anche malto, miele, melassa…) nelle quantità richieste dalla ricetta. Quando il liquido ha raggiunto la temperatura ideale si aggiungono i lieviti selezionati, e il contenitore viene chiuso ermeticamente.

Fermentazione

Subito dopo l’aggiunta dei lieviti inizia il processo di fermentazione, e per garantire la massima sterilità il fermentatore deve essere dotato di un gorgogliatore che consenta la fuoriuscita dell’anidride carbonica prodotta durante la fermentazione, evitando al tempo stesso il passaggio inverso dell’aria. Affinché la fermentazione si completi bisognerà attendere qualche settimana.

Priming e imbottigliamento

Una volta terminata la fase fermentativa, per separare dal liquido i lieviti depositatisi sul fondo del fermentatore si travasa la birra in un secondo contenitore. Si aggiungono poi specifiche quantità di zucchero che garantiranno frizzantezza alla birra (“priming”); infine, dopo aver mescolato con cura, si travasa la birra in bottiglie sterilizzate che poi vengono chiuse ermeticamente.

Maturazione

Una volta imbottigliata, la birra viene fatta maturare per alcune settimane affinché i lieviti possano fermentare lo zucchero aggiunto durante il priming, portando quindi alla formazione di anidride carbonica. Durante questo periodo di maturazione, inoltre, le particelle in sospensione nel liquido come ad esempio le proteine e i residui di lievito si depositeranno sul fondo della bottiglia, migliorando quindi il sapore e la limpidezza della birra.

A questo punto non rimane che far raffreddare le birre in frigorifero e… salute! Per maggiori dettagli su ingredienti, attrezzatura e procedimenti si rimanda alle altre guide del portale.

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