Differenza tra birre artigianali e birre industriali

differenza tra birre artigianali e industriali

Le birre non sono tutti uguali ed è possibile distinguere tra quelle artigianali e quelle della grande distribuzione. Quando si parla di birra “artigianale” si vuole fare un chiaro riferimento a un prodotto elaborato, naturale e che ha perfino una data di scadenza. Chiaramente si parla di un prodotto che segue il metodo tradizionale di produzione con un’attenta selezione qualitativa dei classici ingredienti: acqua, lievito, malto d’orzo e luppolo. Il risultato è una birra né pastorizzata, né filtrata, per l’ottenimento di una bevanda fresca, viva e che può evolversi nel corso del tempo.

Secondo le vigenti normative è obbligatorio apporre una data di scadenza su tutti i generi alimentari e, di conseguenza, anche sulle bottiglie di birra sia artigianali, sia industriali. Però, gli esperti in materia assicurano che una confezione di birra ben conservata in un luogo fresco e asciutto, lontana da raggi solari e fonti di calore, può durare molto più a lungo, mantenendo inalterate le sue proprietà organolettiche. L’anidride carbonica, che si sviluppa durante la fermentazione a causa del metabolismo dei lieviti, non proviene dall’ambiente circostante ma è generata direttamente in bottiglia per via della rifermentazione.

Le caratteristiche organolettiche della birra artigianale

Le birre prodotte dai piccoli impianti artigianali sono naturali, con caratteristiche gusto-olfattive benefiche e non superano livelli alcolici superiori ai 12 gradi.

Generalmente, la nascita di un micro birrificio segue un “iter” ben preciso. Si inizia a produrre birra per se stessi e per gli amici più stretti per poi, a lungo andare e dopo aver affinato le varie tecniche di produzione, ampliarsi con attrezzature adeguate fino a creare un vero e proprio impianto con una propria etichetta. Esattamente come accade con il vino, l’elemento essenziale che non deve mancare è la passione per questa pregiata bevanda. Con una differenza sostanziale: mentre per la produzione del vino l’imprenditore è, solitamente, un autoproduttore della materia, nella produzione della birra, invece, gli ingredienti, come il malto d’orzo e il luppolo, vengono acquistati all’estero, dove ci sono zone selezionate ad-hoc per la lavorazione di questi elementi secondo i più alti standard qualitativi. In passato, numerosi produttori si sono cimentati nella preparazione di birre con malto d’orzo e luppolo italiani ma con scarsi risultati.

Come nasce un micro birrificio?

Per realizzare un mini impianto artigianale per la produzione di birra di qualità è necessario avere non solo tanta passione ma soprattutto specifiche competenze in materia e grande spirito di sacrificio. Inoltre, serve anche una buona base economica per la scelta di determinate strutture e attrezzature e, soprattutto, individuare i fornitori giusti e affidabili dai quali approvvigionarsi, meglio se esteri, per avere sempre ingredienti di prima scelta e di qualità.

La qualità è alla base di tutto. Bisogna essere intenditori e avere un certo know-how per scegliere gli elementi primari necessari per lo stile brassicolo che si vuole creare: belga, tedesco o anglosassone. Anche la speziatura è un aspetto determinante della birra: ingredienti come la cannella, il limone, i chiodi di garofano e l’anice stellato conferiscono alla birra quell’impronta unica e seducente, difficilmente imitabile.

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