Bosteels: birrificio e birre

La nascita del birrificio Bosteels

La storia del Brouwerij Bosteels, situato nel piccolo paese di Buggenhout (Fiandre orientali) inizia da lontano. Fondato nel 1791 fa da Evarist Bosteels, questo birrificio è gestito dalla stessa famiglia da ben sette generazioni, con una grande passione per la qualità e per il rispetto delle tradizioni.

Le ottime specialità del birrificio Bosteels (DeuS, Tripel Karmeliet e Kwak) sono oggi commercializzate in una decina di diversi paesi europei e non solo, tra cui anche l’Italia. Innumerevoli sono inoltre le medaglie e i riconoscimenti assegnati a queste birre nel corso degli anni; l’ultimo risale al 2008, quando nel corso del World Beer Awards di Londra la Tripel Karmeliet venne incoronata come “La Migliore Ale del Mondo”.

Bosteels: birrificio e birre

Ed ora vediamo, nel dettaglio, le interessanti storie e le peculiarità delle tre diverse tipologie di birre prodotte dal birrificio Bosteels.

La birra Kwak

All’epoca napoleonica, nella cittadina di Dendermonde (situata a una decina di chilometri da Buggenhout), si trovava una locanda chiamata De Hoorn. Questa era un luogo di sosta molto apprezzato dai viaggiatori, e a gestirla era un certo Pauwel Kwak, che tra le altre cose era anche un apprezzato mastro birraio. I conducenti dei carri del servizio postale e delle carrozze che ogni giorno si fermavano al De Hoorn erano tanti, ma era loro vietato lasciare mezzo e cavalli allo scopo di recarsi all’interno delle locande per trovare ristoro.

Così, Pauwel Kwak era solito uscire dalla sua locanda per porgere della birra ai cocchieri assetati, e per farlo inventò un bicchiere dalla forma originale – utilizzato tuttora – che poteva essere appeso alla carrozza grazie al suo bordo superiore sporgente. Il bicchiere della Kwak è infatti caratterizzato da una forma che ricorda un po’ quella di una clessidra, e viene oggi proposto nei pub all’interno di una struttura di legno di supporto.

La birra Kwak (8.1°) presenta un colore giallo ambrato intenso e una densa schiuma cremosa; il profumo di questa specialità prodotta dal birrificio Bosteels è suadente, maltato e fruttato, lievemente luppolato, con una leggera speziatura che richiama al coriandolo, alla banana e all’ananas. Anche il sapore presenta piacevoli note fruttate e speziate, con un pizzico di liquirizia; il finale è caldo e fruttato, mentre l’amaro del luppolo si percepisce in modo delicato.

Bosteels: birrificio e birre

La birra Tripel Karmeliet

Questa specialità del birrificio Bosteels viene ancor oggi prodotta ispirandosi alla ricetta originale utilizzata nel lontano 1679. All’epoca, nel monastero di Dendermonde, i monaci carmelitani erano soliti produrre la loro birra con tre diverse tipologie di cereali: non solo orzo dunque, ma anche avena e frumento. Il nome di questa birra, Tripel Karmeliet, si riferisce quindi sia ai suoi ingredienti che allo stile birrario cui appartiene, dal momento che si tratta di un perfetto esempio di Tripel.

Negli anni ’90 al birrificio Bosteels si provò a modificare la ricetta attraverso l’introduzione di varianti negli ingredienti, ma non ci fu nulla da fare: la Tripel Karmeliet era già perfetta così, nella sua ricetta vecchia di oltre tre secoli!

Ma quali sono le caratteristiche di questa specialità birraria belga? La Tripel Karmeliet (8.4°) si presenta con un colore giallo dorato tendente al bronzeo, e con una schiuma persistente e cremosa. Il profumo è raffinato e molto complesso, e racchiude in sé note aromatiche di vaniglia ed agrumi. Il sapore della Tripel Karmeliet è maltato e intenso, con una netta componente che richiama all’avena ed al luppolo, e con lieve retrogusto agrumato.

La birra DeuS

Meno nota, forse, delle due specialità birrarie descritte precedentemente, la DeuS è un eccellente prodotto che si colloca a metà strada tra una birra d’abbazia ed un vino frizzante. La sua produzione è piuttosto lunga e laboriosa: nello stabilimento di Buggenhout viene innanzitutto fatto fermentare il mosto, utilizzando lieviti selezionati, attraverso una doppia fermentazione. Successivamente la birra viene trasferita in Francia dove verrà sottoposta ad un processo di lavorazione – antico di secoli – che la trasformerà nella bevanda finale.

Tale processo è molto simile a quello utilizzato per produrre lo spumante: il liquido rifermenta una terza volta in bottiglia, e viene fatto maturare per diversi mesi tenendo le bottiglie con la testa inclinata verso il basso in apposite rastrelliere. Attraverso il cosiddetto remuage le bottiglie vengono gradualmente fatte ruotare in modo da far concentrare i residui dei lieviti nella zona del collo. Infine, il collo delle bottiglie viene fatto congelare: la pressione del liquido sottostante farà schizzare via il “tappo” di lievito, conferendo quindi purezza alla birra.

La DeuS (11.5°) è caratterizzata da un colore biondo chiaro-dorato, con abbondanti bollicine; la sua schiuma è fine, candida e cremosa. Il profumo di questa birra è complesso, fruttato (mele, agrumi, pera) e speziato (timo, zenzero, chiodi di garofano, menta). Grazie al suo sapore delicato e articolato, e alla sua piacevole frizzantezza, la DeuS conquista anche i palati più esigenti: il retrogusto, infine, è secco e luppolato con una punta di tannino.

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