Birrificio trappista Orval

Il birrificio trappista Orval

La moderna Brasserie che si trova in questa comunità monastica venne creata nel 1931 allo scopo di finanziare gli ingenti lavori di ricostruzione di cui gli edifici del complesso di Orval necessitavano.

I monaci pertanto iniziarono ad assumere lavoratori dalle campagne circostanti, ed ebbero la “fortuna” di ingaggiare anche il mastro birraio tedesco Martin Pappenheimer che fu l’ideatore della ricetta dell’ottima birra prodotta qui. Da piccola attività che era, ben presto la Brasserie si trasformò in una importante realtà le cui birre erano richieste ovunque con grande entusiasmo.

Negli ultimi quindici anni le attrezzature per la produzione birraria della Brasserie sono state ammodernate grazie a significativi investimenti. Nonostante l’innovazione tecnica, però, i monaci continuano a seguire gli originali metodi di produzione impiegati qui da oltre ottant’anni.

Da sempre le politiche commerciali della Brasserie d’Orval sono al servizio delle esigenze della comunità monastica: tutti i profitti generati vengono infatti impiegati per la manutenzione degli edifici e per finanziare opere di importanza sociale.

Birrificio trappista Orval

La produzione di birra a Orval: solo 69 mila ettolitri/anno

Considerando che gli spazi a disposizione sono limitati, e che le intenzioni dei monaci di Orval non sono certo quelle di incrementare a dismisura il loro business – se così si può definire – chi ama questa birra deve mettere in conto che essa viene prodotta in quantità limitate. Nel 2000 ne vennero imbottigliati 40 mila ettolitri, mentre nel 2012 69 mila, e quest’ultimo è stato dichiarato il limite massimo della capacità produttiva della Brasserie!

In linea teorica sarebbe possibile superare la soglia dei 70 mila ettolitri all’anno, ma i monaci tendono a mantenere un basso profilo anche perché incrementando la produzione non sarebbe possibile garantire i medesimi, elevatissimi standard di qualità.

Nonostante l’enorme apprezzamento nei confronti della birra Orval all’estero, i monaci inoltre preferiscono non spingere troppo sull’export (inferiore al 15% della produzione totale): piuttosto cercano di ripartire in modo equo la produzione tra i diversi fornitori belgi che ne fanno grande richiesta.

Produzione della birra Orval

Gli ingredienti di partenza per la preparazione di questa straordinaria birra sono acqua purissima, orzo maltato, luppolo e zucchero liquido caramellato. La produzione si articola in diverse fasi:

  • Birrificazione: il malto viene macinato e messo in infusione, ottenendo un mosto che viene fatto bollire per un’ora e mezza. Successivamente si aggiunge il luppolo e si lascia raffreddare il tutto.
  • Fermentazione 1: al mosto vengono aggiunti speciali ceppi di lieviti selezionati ad alta fermentazione, che trasformano gli zuccheri in alcool e anidride carbonica. Per quattro o cinque giorni il liquido rimane a temperature comprese tra 15 e 23°C.
  • Fermentazione 2: una seconda tipologia di lieviti viene aggiunta per far proseguire la fermentazione, insieme a sacchetti contenenti coni di luppolo che vengono fatti macerare nel liquido (la cosiddetta “luppolatura a secco”) allo scopo di migliorare l’aroma della birra. In questa fase si lascia riposare il tutto per due o tre settimane.
  • Imbottigliamento: la birra viene centrifugata per separare dal liquido le particelle solide, dopodiché si procede con l’aggiunta di altro zucchero e lievito per consentire la rifermentazione in bottiglia.
  • Rifermentazione: durante il periodo di riposo che segue l’imbottigliamento, la birra viene mantenuta in cantine alla temperatura di 15°C dove completerà la sua lenta fermentazione in 3-5 settimane.

birra Orval

Curiosità sulla birra Orval

Di questa birra, contrariamente a quanto avviene in altri monasteri trappisti, per una precisa scelta di qualità se ne produce una sola tipologia commerciale da 6.2°, la “Orval” appunto. È infatti riservata al consumo interno da parte dei monaci e alla vendita nello shop del monastero la “Petite Orval”, una birra leggera da 3.5°.

La caratteristica bottiglia della Orval, la cui forma assomiglia un po’ a quella di un birillo del bowling, è stata accuratamente studiata per trattenere sul fondo il sedimento. In questo modo, si può sorseggiare la birra senza che sapori e profumi vengano alterati dai lieviti depositati sul fondo.

Gli intenditori, però, sono soliti consumare anche questi, dopo avere gustato tutto il resto: sono a disposizione nei negozi specializzati piccoli bicchieri (simili a quelli che noi usiamo per la grappa) nei quali versare proprio il fondo della birra! Oltre ad avere un sapore molto particolare, questi lieviti inoltre fanno bene alla salute perché ricchissimi di vitamine del gruppo B.

Informazioni utili sul birrificio trappista Orval

Brouwerij van Orval

Sito web: http://www.orval.be/en/

E-mail: brasserie@orval.be

Indirizzo: Orval n. 2, B-6823 Villers-devant-Orval, Belgio

Tel.: +32 (0)61 311261

Fax: +32 (0)61 312927

 

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