Birrificio 61cento, orgoglio marchigiano

L’Italia non è solo la patria di grandi vini e meravigliose regioni collinari in cui poter coltivare ottimi vitigni. Anche la produzione di birra si è ricavata una buona fetta di mercato con la nascita di importanti aziende brassicole artigianali sparse un po’ per tutta la regione, come ad esempio il Birrificio 61cento di Pesaro, nelle Marche. Non si tratta di un birrificio qualunque, ma della prima azienda brassicola nata nella città marchigiana grazie al genio di quattro amici: Samuele, Roberto, Christian e Tommaso. Dotati di grande tenacia e spirito di sacrificio, i quattro esperti birraioli hanno trasformato quella che per loro era una passione in un vero e proprio lavoro. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa: una produzione di birra a bassa ed alta fermentazione, non filtrata, non pastorizzata, senza l’utilizzo di conservanti e rifermentate in bottiglia con lieviti sempre vitali.

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birrificio artigianale 61cento

Le origini e la mission aziendale

Una curiosità legata a questo birrificio riguarda proprio il suo nome: deriva dal vecchio CAP della città di Pesaro, 61100, in vigore già venticinque anni fa quando i quattro giovanissimi amici assaporarono per la prima volta una birra. Nel corso degli anni, i soci hanno percorso moltissima strada fino ad arrivare a una produzione odierna di nove tipologie di birre, oltre a collaborare con altre beer firm per la creazione di nuove etichette.

La loro politica aziendale si fonda su un principio chiaro e dettagliato: produrre sempre nuove varietà di birre apportando migliorie qualitative sia negli ingredienti sia nel metodo di produzione per creare stili di birra unici e dalla grande bevibilità. Creare bionde artigianali per i quattro amici è un motivo di orgoglio, di rigore e metodo, contornata da quella giusta dose di passione e creatività. Anche la scelta dei materiali segue un suo schema ben preciso: i luppoli provengono dal mercato nipponico, ma anche dall’America e dalla Nuova Zelanda, mentre per i malti i quattro amici si affidano alla Germania, al Belgio e all’Inghilterra.

Chiaramente, vengono prese in considerazione anche le eccellenze provenienti dalla propria terra marchigiana, come il grano Gentil Rosso, considerato fra i migliori al mondo. Da sempre, i quattro soci sono accomunati da una voglia di sperimentare e di andare alla ricerca di materie prime sempre più innovative e ricercate, spingendosi anche fuori dall’Italia ben sapendo che il Belpaese offre innumerevoli ingredienti prelibati di qualità eccelsa.

Varietà di birre

Il Birrificio 61cento propone nove varianti di birre: Persica, Koi, Kisa, Oni, Elk, Kuma, Kiwi, Toribi. La sua “creatura” d’eccellenza resta sicuramente la Picus, nome latino del “picchio” e simbolo delle Marche. Si tratta di una Italian Weiss, cioè di un birra a base di frumento rielaborata con ingredienti autoctoni, il cui frumento proviene dall’antico grano Gentil Rosso a spiga alta, di derivazione biologica.

La Picus è si presenta in tonalità giallo oro opalescente con una corposa schiuma bianca, compatta e persistente. Al primo assaggio si percepisce immediatamente il gusto fruttato caratteristico delle Weiss, con chiari tocchi di banana e note balsamiche luppolose. Al palato risulta fresca e con un giusto accento “minerale” contraddistinto da un perlage cremoso e dissetante con un finale elegante e poco amaro.
La Picus si sposa benissimo con piatti a base di crostacei, pesci alla griglia, fritture e molluschi, ma si accosta egregiamente anche con formaggi, carni bianche, salumi e pizza. Un accostamento particolare, da provare assolutamente, è con la carbonara classica o di mare.

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