Birre Westvleteren

Birre Westvleteren

Birre Westvleteren: birrificio trappista

Le fonti storiche testimoniano che a Westvleteren esistettero in passato ben tre monasteri, prima dell’edificazione del presente. La moderna abbazia cistercense di Saint Sixtus venne eretta nel 1831, mentre il suo birrificio (“Brouwerij Westvleteren”) venne costruito nel 1838 allo scopo di produrre la birra destinata ai monaci e agli operai che stavano lavorando all’edificazione del monastero.

La birra, un tempo, non era considerata come una piacevole bevanda da degustare per il proprio gusto personale, bensì come un importante complemento alla frugale dieta che si consumava nelle campagne. Non a caso, infatti, essa veniva definita come “pane liquido”, e i suoi lieviti apportavano grandi quantità di vitamine del gruppo B.

Quello di Westvleteren è il più piccolo e “schivo” fra i monasteri trappisti del Belgio, e i suoi monaci intendono mantenerlo tale, facendo volentieri a meno delle folle di visitatori alla ricerca disperata di un souvenir birrario da portarsi a casa. Così purtroppo non fu nel 2005, quando una nota rivista americana definì la trappista Westvleteren 12 come “la miglior birra del mondo”. Nelle settimane successive il monastero venne letteralmente preso d’assalto da orde di turisti intenzionati a comprare i suoi prodotti, con file interminabili di auto e persino tafferugli tra le persone in coda.

Birre Westvleteren

La produzione birraria di Westvleteren

A differenza di altri birrifici trappisti più commerciali, come ad esempio quello del monastero di Chimay, la struttura nella quale si produce la birra di Westvleteren (completamente ammodernata nel 1989) è di piccole dimensioni e gestita da un gruppetto di una decina di monaci che si tramandano ricette e procedimenti da una generazione all’altra.

Ogni anno qui vengono imbottigliati circa 4500-4800 ettolitri di birra, non di più, giusto la quantità sufficiente per ricavare i profitti necessari per coprire le spese del monastero e finanziare progetti a carattere benefico per la comunità. E, nonostante la fortissima domanda, i monaci sono intenzionati a continuare a produrre solo le quantità strettamente necessarie.

A mettere una volta per tutte una pietra sull’argomento sono state le parole pronunciate qualche anno orsono dall’abate di Westvleteren: “Noi non siamo birrai. Siamo monaci. Produciamo birra solo per poter continuare ad essere monaci”. Amen!

La produzione delle birre Westvleteren

Tre sono le tipologie di birre prodotte nel monastero, due scure (Westvleteren 8 e Westvleteren 12) ed una chiara (Westvleteren Blond). Sono le prime due ad essere tradizionali, e le uniche a carattere commerciale; la tipologia “Blond” venne aggiunta in tempi più recenti per soddisfare la richiesta di birre chiare, ma si può trovare solamente presso l’abbazia oppure nel Cafè In de Vrede (che significa “in pace”) attiguo al monastero.

Queste birre non sono filtrate né centrifugate, ma durante il processo produttivo tendono a illimpidirsi naturalmente. Dopo la fermentazione primaria, che si completa in 6-8 giorni, le birre vengono trasferite all’interno di contenitori nei quali avverrà la maturazione vera e propria, che dura quattro settimane per la Blond, sei per la Westvleteren 8 e sette per la Westvleteren 12.

Dopodiché la birra viene addizionata di zucchero invertito e lievito, e poi imbottigliata: nelle bottiglie avverrà la seconda fermentazione che porterà alla formazione di alcool e anidride carbonica. Le bottiglie riposano infine una decina di giorni alla temperatura di circa 26°C.

Le birre Westvleteren

Ecco nel dettaglio le caratteristiche delle tre ottime birre trappiste prodotte a Westvleteren:

  • Westvleteren 8 (8° – tappo blu): per la sua produzione si usa luppolo della varietà Target e zucchero caramellato, che conferisce alla birra il suo tipico colore scuro. La birra è caratterizzata da un profumo ricco e speziato, mentre il sapore è maltato con un pizzico di retrogusto di mela. Il finale è secco e luppolato, e in bocca si possono avvertire gradevoli sentori di cioccolato.
  • Westvleteren 12 (10.2° – tappo giallo): anche in questo caso tra gli ingredienti vi sono lo zucchero caramellato e il luppolo Target. La Westvleteren 12 presenta un colore scuro e un cappello di schiuma denso e persistente, e un bouquet aromatico davvero complesso nel quale si possono distinguere le note di uvetta, malto tostato, cioccolato e nocciola. Il finale è ricco e dolce, e solo leggermente luppolato.
  • Westvleteren Blond (5.8° – tappo verde): all’inizio della sua “storia” era una birra molto luppolata e perciò piuttosto amara, pertanto per renderla più accessibile ai palati col tempo la luppolatura è stata diminuita. La Blond viene prodotta con un mix di orzi francesi e di luppoli delle varietà Hallertau e Target. L’aroma di questa birra è leggermente speziato e fruttato, con sentore di agrumi, e il finale è secco e maltato.

Ad eccezione della Blond, che va bevuta giovane, le altre due birre Westvleteren possono conservarsi a lungo negli anni, e anzi la pratica dell’invecchiamento è altamente consigliata. Solo così, infatti, le specialità birrarie potranno continuare a maturare evolvendo sempre nuovi profumi e sapori!

Anche talvolta se si può trovare in diverse birrerie specializzate, la birra trappista di Westvleteren di norma è venduta solamente presso lo spaccio del monastero, e solo su prenotazione telefonica.

Informazioni utili

  • Sito web: http://www.sintsixtus.be/eng/brouwerij.htm
  • Indirizzo: Donkerstraat 12, B-8640 Westvleteren, Belgio
  • Tel.: +32 (0)70 210045

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