Birra Weizen

La birra Weizen

Il termine Weizenbier”, in lingua tedesca, significa semplicemente “birra di frumento”. “Weizen” è infatti la parola che identifica il grano, mentre i termini Weissbier (o Weißbier) che identificano queste birre sono da considerarsi praticamente dei sinonimi: Weiss (o Weiß) significa infatti “bianco”.

Le Weizen sono caratterizzate dall’utilizzo di una materia prima come il frumento (e, dunque, non solo dell’orzo), esattamente come accade per le loro “cugine” belghe, le birre Blanche (o Witbier). Sono generalmente contraddistinte da un colore chiaro, anche se ne esistono anche di più scure. Le più conosciute tipologie di Weizenbier sono rappresentate da:

  • Kristallweizen
    birra Weizen filtrata, dal tipico colore trasparente e cristallino;
  • Hefeweizen
    birra Weizen non filtrata, il cui aspetto appare tipicamente torbido a causa della presenza di lieviti e sostanze proteiche in sospensione. Il termine Hefe, infatti, significa “lievito”, e queste birre sono in genere caratterizzate da un bouquet aromatico fruttato (che in genere si identifica in un deciso profumo e sapore di banana, noto in tedesco con l’intraducibile termine Brimse);
  • Dunkelweizen
    birra Weizen di frumento, caratterizzata da un colore ambrato (dunkel, infatti significa “scuro” in tedesco) e da un contenuto alcolico generalmente superiore alle normali Weizen. Anche il sapore è più intenso rispetto ad una Hefe o Kristallweizen;
  • Weizenbock
    (o Weizenstarkbier): birra Weizen prodotta con gli ingredienti di una classica (frumento), ma con lo stile Bock che genera birre non troppo amare, abbastanza forti (gradazioni di almeno 6% vol.) e con un utilizzo molto moderato di luppolo.

Le tipologie di birra Weizen sono ad alta fermentazione, ovvero che vengono fatte fermentare a temperature di almeno 15-20°C; sono caratterizzate da aromi e profumi intensi, e da una buona frizzantezza che genera una schiuma bianca, persistente e corposa.

Birra Weizen

Storia della birra Weizen

Le varie versioni di birra Weizen sono prodotte da secoli in Germania, regolamentate da una importante norma detta Reinheitsgebot (che, in tedesco, significa “requisito di purezza”). Questa norma fu promulgata nel 1516 da Guglielmo IV di Baviera, allo scopo di regolamentare in modo chiaro e (per l’epoca) definitivo la produzione e la vendita della birra nella regione della Baviera. Una regolamentazione tanto importante quanto duratura nel tempo: basti pensare che la Reinheitsgebotè ancor oggi in vigore, e si tratta in particolare di una delle più antiche norme ancora vigenti nel settore igienico-alimentare.

Ma cos’ha di tanto importante da dire la Reinheitsgebot? Nel testo originale, gli unici ingredienti ammessi per la produzione della birra erano i soli acqua, orzo e luppolo. Una modifica successiva concesse l’utilizzo del malto di frumento, ma abolì quello dell’orzo non maltato. Ancor oggi molti birrifici tedeschi si attengono a quanto prescritto dalla Reinheitsgebot per produrre le proprie birre, e spesso in etichetta compare un accenno a questa conformità, vero e proprio simbolo del rispetto della tradizione che i produttori stessi tendono a sottolineare con orgoglio.

Una curiosità: notate una mancanza macroscopica fra gli ingredienti utilizzati per la produzione della birra? Manca… il lievito! Questo perché, all’epoca nella quale venne redatto il testo della Reinheitsgebot, la scienza della microbiologia ancora non era nata.

Fu infatti solo nell’Ottocento che lo scienziato Louis Pasteur scoprì e studiò i microorganismi (nel caso della birra, i lieviti), chiarendo al mondo scientifico (e non solo) il loro fondamentale ruolo nelle fermentazioni. Prima di Pasteur il lievito esisteva, certo, ma non gli era riconosciuto appieno il suo ruolo fondamentale: semplicemente, i mastri birrai riciclavano fondi di fermentazione e contenitori dove produrre la birra, inavvertitamente innestando le nuove produzioni con i ceppi di lieviti già presenti… del lievito, all’epoca, si diceva infatti che “compariva da sé”!

Degustare la birra Weizen

Le tipologie di birra Weizen sono caratterizzate da una schiuma generalmente abbondante e persistente, con un profumo intenso ed una frizzantezza accentuata. Al palato queste birre sono armoniose e fresche, moderatamente acidule e dissetanti. Il sapore del luppolo è in genere poco accentuato, mentre il contenuto alcolico medio è in genere di 5-6% vol.; le ultime tendenze di mercato hanno portato anche alla produzione di Weizen più “leggere”, caratterizzate da contenuti alcolici ridotti (fino a 3% vol.).

Le tipologie di birra Weizen si servono in genere in boccali da mezzo litro, alti ed affusolati, dalla forma particolare: sono slanciati, più larghi alla base ed all’imboccatura con una lieve strozzatura nella parte centrale. La temperatura ottimale di consumo delle Weizenbier si aggira intorno agli 8-10°C.

Esistono inoltre regole ben precise per spillare una birra Weizen : per non rischiare di sbagliare, ad esempio si possono consultare presso questo link (http://www.franziskaner.com/3_products/3_4_pouring_instruction/index.htm) le “istruzioni” per versarla correttamente. Inutile dire che è assolutamente sconsigliato bere direttamente dalla bottiglia: oltre a perdere la componente aromatica data dai profumi, la birra sarà estremamente gasata e causerà la classica, spiacevolissima sensazione di gonfiore a chi la beve.

Molte regioni tedesche hanno le proprie tradizioni legate al consumo della birra Weizen . In Franconia, zona della Baviera settentrionale, è invece usanza aggiungere alla birra anche un chicco di riso. Questo chicco si depositerà sul fondo del bicchiere, determinando il rilascio dell’anidride carbonica presente nella birra; la CO2 liberata sale quindi in superficie, formando una schiuma caratteristica, persistente e rinfrescante.

Le papille gustative sono letteralmente “anestetizzate” dall’anidride carbonica, e l’aggiunta del fatidico chicco di riso consente di apprezzare appieno sapori e profumi della birra stessa, rimuovendo la CO2 in eccesso. Spesso – e questo accade soprattutto al di fuori della Baviera – alle birre della tipologia Kristallweizen viene aggiunta una fettina di limone, che accentua così il sapore gradevolmente acidulo della bevanda.

I “puristi” tendono comunque a screditare l’utilizzo del limone, per almeno due ragioni: la prima è che la birra della tipologia Weizen è già di per sé leggermente acidula, quindi il limone rappresenterebbe un’accentuazione innaturale del sapore del prodotto; la seconda ragione, forse più utile ai fini pratici, è che le birre possono essere addizionate di limone per nascondere sapori non ottimali.

Capita a volte che una birra sia “vecchia”, ed una fettina di limone è un ottimo modo per mascherarne il gusto non proprio fresco: un po’ come avviene con il pesce, in certi ristoranti di basso profilo. Limone o non limone, dunque? La scelta sta comunque al palato ed alle preferenze di chi consumerà la birra!

Le Weizenbier vengono talvolta utilizzate come “ingredienti” per la produzione di bevande mixate: un esempio sono la cosiddetta “Russ” (birra e limonata) o “Cola-Weizen” (birra e Coca Cola), bevande rinfrescanti diffuse soprattutto nella Germania meridionale.

Un altro esempio è la Weizenbier tipica di Berlino, detta anche Berliner Weisse, che presenta un grado alcolico molto contenuto (circa 2.8% vol.) e che viene mescolata con succo di limone, lamponi o estratto di asperula (Waldmeister), profumata pianta aromatica. Si ottiene quindi una bevanda poco alcolica, fruttata e decisamente dissetante.

Ottime da consumare da sole, per un momento piacevolmente rinfrescante, le Weizenbier sono eccellenti birre da tutto pasto. Tipicamente, in Baviera le Weizen vengono consumate con piatti unici a base di salsicce di vitello (Weißwürste), patate e crauti.

Le Weizen si adattano molto bene ad accompagnare sandwich, panini con affettati, hamburger o wurstel, ma anche piatti più elaborati come stinco di maiale, pietanze a base di selvaggina, carni arrosto e – perché no – anche pesce cucinato in modo leggero: alla griglia, o al burro. Infine, le birre Weizen sono ottime anche per il momento del dessert: probabilmente il miglior accostamento è quello con torte secche, crostate, biscotti e l’immancabile strudel alle mele.

Tipologie di Birra Weizen più popolari

Il panorama della birra Weizen è quanto mai esteso; ecco una “selezione” delle più popolari e diffuse che si possono degustare nel nostro Paese.

Franziskaner Hefe-Weisse Hell

Birra Weizen di origine bavarese, prodotta con frumento ed orzo maltato; è caratterizzata da un colore giallo oro intenso, e il suo aspetto è tipicamente torbido poiché non filtrata (Hefe). È una birra dal sapore equilibrato e rinfrescante, nel quale si notano i sentori di banana, spezie ed un distinto aroma di lieviti. È discretamente corposa, caratterizzata da un finale secco; birra molto dissetante, è ottima sia da sola che per accompagnare i pasti. Un classico nella cucina tedesca è l’accostamento con i wurstel bianchi (Weisswurst), che viene proposto ogni anno nel corso del popolare festival dell’Oktoberfest.

Franziskaner Hefe-Weisse Dunkel

Si tratta della variante scura (Dunkel) della Franziskaner Hefe-Weisse Hell di cui sopra. È prodotta infatti con malto di frumento tostato a temperature maggiori (e questo causa il colore marroncino-brunastro, tipico della tostatura), ed in proporzione superiore rispetto alla norma. Poiché si tratta di una birra non filtrata, il suo aspetto è opaco e di colore ambrato scuro; forma una schiuma compatta e persistente, e spicca sin dall’inizio il suo profumo di lieviti e di frutta (tipicamente banana, ma anche mela ed uva). Il sapore è poco amaro, equilibrato e rinfrescante e, poiché non ha le caratteristiche tipiche di una birra Weiss “classica”, la Dunkel si fa spesso apprezzare anche da chi non ha una grande passione per la tipologia Weizen.

Löwenbräu Weisse e Löwenbräu Schwarze Weisse

Birre bavaresi prodotte dal Löwenbräu (“Birra del Leone”), storico birrificio di Monaco di Baviera. La Weisse è una classica birra chiara dal colore giallo oro e caratterizzata da una discreta torbidità; la sua variante scura, anzi, proprio “nera” (Schwarze) è invece molto più corposa, con sentori più accentuati di malto e tostatura. Il grado alcolico si aggira intorno ai 5.2% vol.

Erdinger Weissbräu

Birra Weizen prodotta ad Erding, paese dell’Alta Baviera. È caratterizzata da un colore giallo dorato opalescente, con un grado alcolico di 5.3% vol., e forma una schiuma consistente e duratura. Moderatamente frizzante ed equilibrata, questa birra si distingue anche per il suo profumo intenso fruttato e speziato, e per la versatilità negli accostamenti in cucina. Ne esiste anche una variante Dunkel, scura e con 5.6% vol., ed una filtrata, commercializzata come Erdinger Kristallklar (5.3% vol.), dall’aspetto cristallino.

Hofbräu Munchener Weisse e Hofbräu Schwarze Weisse

Classiche tipologie di birra Weizen tedesche di gradazione media (attorno ai 5.1% vol.), caratterizzate da una schiuma vellutata e da un netto sentore di lieviti. La Weisse è di un bel colore giallo opalescente tendente all’aranciato, con un gusto delicato e piacevole; la Schwarze Weisse è la sua “cugina” scura, dal tipico colore mogano ambrato e dal sapore che richiama vagamente gli aromi di frumento tostato.

Kapuziner Weisse

Birra Weizen dalla gradazione di 5.4% vol., si presenta con un sapore estremamente equilibrato e delicato. Il sentore di lievito è appena accennato e così la sua acidità, mentre il retrogusto è piacevolmente fruttato. Il colore è giallo pallido chiaro, con una media frizzantezza e la formazione di una spuma densa e persistente. È un’ottima birra da pasto, poiché non copre i sapori ma li esalta grazie alla sua delicata aromaticità.

Paulaner Weissbier

Birra Weizen prodotta a Monaco di Baviera, viene prodotta dal birrificio Paulaner fondato nel lontano 1634. Originariamente erano i monaci appartenenti all’ordine monastico di San Francesco da Paola a gestire la produzione, e da qui il nome “Paulaner”. Si tratta di una birra Weizen chiara, dal contenuto alcolico di 5.5% vol. e con una spuma persistente. Il profumo è fruttato, mentre il gusto è acidulo e richiama al lievito; molto dissetante, la Paulaner Weissbier è ottima per accompagnare piatti come wurstel, arrosti e cacciagione, serviti con salse e contorni di verdure assortite.

Einsiedler Weißbier Hell e Einsiedler Weißbier Dunkel

Birra Weizen torbida ad alta fermentazione, la Einsiedler Weißbier Hell viene prodotta con acqua pura di sorgente ed ha una gradazione alcolica di 4.7% vol.; piacevolmente frizzante, è una birra che si adatta a tutte le occasioni grazie al suo sapore equilibrato e profumato, caratterizzato solo da un lievissimo sentore di luppolo. La sua “cugina” Einsiedler Weißbier Dunkel è invece prodotta con malto scuro di orzo e di frumento, ed è caratterizzata da un colore mogano intenso e da un sapore più aromatico ed accentuato. La gradazione alcolica è di 4.7% vol., e la torbidità dovuta alla presenza di lievito in sospensione è piuttosto marcata.

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