Birre Guinness

La nascita delle birre Guinness

Il nome di questa birra deriva da Arthur Guinness, che nel 1759 iniziò a produrre birre Ale ad alta fermentazione presso il birrificio dublinese di St James’s Gate. Nel 1778 anche una birra scura di tipo Porter si aggiunse alla produzione, e il birrificio diventò in pochi decenni uno dei principali delle isole britanniche. In soli 8 anni, dal 1868 al 1876, la produzione schizzò da 350 mila barili a ben 779 mila, e dieci anni più tardi addirittura a un milione e 138 mila. E tutto ciò senza effettuare alcuna attività di promozione della propria birra!

Sempre nuove specialità si aggiunsero alla gamma nel corso del XX secolo, alcune delle quali destinate ad essere prodotte solo per periodi di tempo limitati; correva l’anno 1973 quando il birrificio Guinness cessò la produzione della sua specialità Porter. Proprio in quel periodo la Extra Stout venne migliorata in modo tale da renderla meno forte, e quindi più facilmente bevibile.

Dal 1932 la sede amministrativa della Guinness si trova a Londra, e l’azienda Guinness & Co. fa parte della multinazionale britannica Diageo. Oggi la birra Guinness viene prodotta in una sessantina di paesi in giro per il mondo, e commercializzata in un centinaio di nazioni; la sua produzione annua si attesta intorno agli 850 milioni di litri. In patria, questa birra detiene stabilmente il record di bevanda alcolica più consumata dagli irlandesi.

Birre Guinness

Le caratteristiche della birra Guinness

È il sapore intensamente tostato che contraddistingue la birra prodotta nel birrificio Guinness, il cui ingrediente base è un malto d’orzo ad elevato grado di tostatura. Gli altri ingredienti sono orzo, acqua, luppolo e lievito; prima della commercializzazione, la birra viene filtrata e pastorizzata. La temperatura di servizio ideale della Guinness è intorno ai 6°C.

Oggi questa birra può essere apprezzata in diverse varianti, e tra le principali troviamo:

  • Guinness Draught (4.2°): è la specialità Guinness alla spina. Il suo colore è marrone molto scuro, e forma una schiuma cremosa di colore beige. È il tostato a dominare completamente il sapore di questa birra Stout, che presenta anche note di caffè e cacao. Il basso tenore alcolico lascia, o meglio non lascia, il segno nel sapore di questa birra, che comunque si fa apprezzare per la sua unicità.

  • Guinness Extra Stout/Original (4.2°): il colore è molto scuro, con una schiuma beige, e sapori e profumi sono dominati un aroma intensamente tostato cui si accostano caffè e cacao. La presenza di una buona luppolatura è nettamente percepibile, e il finale risulta secco e amarognolo.

  • Guinness Foreign Extra Stout (7.5°): viene venduta al di fuori dei confini irlandesi, e presenta una gradazione alcolica diversa a seconda del luogo (ad esempio 5° in Cina, 8° a Singapore…). Anche in questo caso la birra scurissima forma una densa schiuma beige, e nel profumo tostato oltre alle note di cacao si percepisce la presenza di un buon grado alcolico. Il sapore della Foreign Extra Stout è amaro e tostato, il corpo è cremoso, mentre il finale è secco.

Numerose sono anche le birre che vennero prodotte solo per periodi di tempo limitati, come ad esempio la Guinness Breó (una specialità a base di frumento), la Guinness Red (prodotta con malti a minor grado di tostatura), la Guinness Brew 39 (dal sapore meno forte rispetto alla Draught) e molte altre ancora.

Per quanto riguarda la cremosa e densa schiuma che contraddistingue questa birra Stout, ecco il suo “segreto”: nei contenitori di Guinness vengono immessi anche CO2e azoto, che determinano la formazione di una miriade di minuscole bollicine non appena la birra viene versata.

Birre Guinness

Curiosità sulla birra Guinness

Ed ecco qualche curiosità che senza dubbio gli appassionati di questa specialità brassicola irlandese apprezzeranno:

  • Spillare con calma
    Secondo i dati ufficiali, la “pinta perfetta” deve essere spillata in due tempi, operazione che richiede precisamente 119.53 secondi, perché come sostengono al birrificio Guinness “le cose buone arrivano solo a chi sa aspettare”.
  • L’arpa della Guinness
    Tutti conoscono il simbolo della birra Guinness: un’arpa di colore dorato, che venne adottata nel 1862 prendendo spunto dall’arpa gaelica (XIV-XV secolo) che oggi si può ammirare presso il Trinity College di Dublino. In effetti, insieme al trifoglio, l’arpa è uno dei simboli dell’Irlanda, perciò quale emblema migliore per rappresentare in tutto il mondo questa birra d’eccellenza?
  • Un advertising entrato nella storia
    Chi non saprebbe riconoscere a prima vista le pubblicità storiche della Guinness, che hanno come protagonisti disegni di animali come un tucano, un leone o un cavallo da tiro? Questi, insieme a slogan come “Guinness Is Good For You”, “My Goodness My Guinness” o “Lovely Day For A Guinness”, vennero coniati in una campagna pubblicitaria risalente agli anni ’30 e ’40 dello scorso secolo.

La Guinness conquista il pianeta

Il successo della Guinness in madrepatria non teme alcuna concorrenza: si calcola che infatti appartenga a questo brand un quarto della birra venduta in tutto il paese! In molti altri luoghi del mondo si produce Guinness su licenza, persino alle Bahamas e in Nigeria, e questo stato africano si trova al terzo posto nella classifica dei paesi dove si beve più Guinness (dopo Irlanda e Gran Bretagna, e prima degli USA).

Anche se potrebbe sembrare strano, oggi il 40% della birra Guinness mondiale viene prodotto in Africa. Così come accade per altri paesi esteri, la Guinness spedisce i suoi estratti per il mondo, dove vengono mescolati con birre locali per ottenere il prodotto finito.

Ma com’è questa birra “estera”? Di certo aspetto, sapori e profumi sono quelli della Guinness, ma i puristi sostengono che man mano ci si allontana da Dublino, meno la birra è buona!

“Guinness Is Good For You”

Infine, una curiosità: nel 2003 la American Heart Association annunciò che le sostanze antiossidanti contenute nella Guinness possono rallentare il deposito del colesterolo nelle arterie, e quindi allontanare il rischio di malattie cardiovascolari.

Un vecchio slogan dello scorso secolo recitava “Guinness Is Good For You” e, anche se oggi sono proibite le pubblicità di alcolici che ne lodano gli effetti benefici su fisico o psiche, forse già cent’anni fa al birrificio Guinness ci avevano visto giusto!

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