Birre artigianali: brand famosi, produzione e storia

storia della birra guinness

Quando si parla di birra, la prima immagine che viene in mente è quella classica dei pub irlandesi, con vecchi tavoli in legno, luci soffuse e splendide donne che spillano questa gustosa bevanda come se non ci fosse un domani. Per gli appassionati ma anche per i profani in materia, la birra è considerata una valida alternativa al vino ma, a causa delle innumerevoli varietà, la scelta diventa sempre più ardua. A proposito dell’Irlanda, tra i brand più conosciuti la Guinness sicuramente occupa un posto sul podio mondiale tra le birre più prestigiose.

Nata su iniziativa di Arthur Guinness, il quale produceva, già nel 1759, una birra ad alta fermentazione presso lo stabilimento dublinese di St. James’s Gate conosciuta con il nome Ale.

Circa 20 anni più tardi, si aggiunse un’altra birra scura alla produzione, denominata Porter, che contribuì a rendere famoso il birrificio in tutta le isole britanniche. Infatti, in poco più di dieci anni, la produzione passò da 350 mila barili a 780 mila e, negli anno a seguire, a toccare una punta di oltre un milione e 140 mila barili. Tutto questo senza sponsorizzare il prodotto e senza effettuare nessun tipo di pubblicità!

Un’ondata di successi e nuove specialità di birra si aggiunsero nel corso degli anni fino al 1973, quando il birrificio Guinness arrestò la produzione della sua birra più conosciuta, la Porter.

La sede amministrativa storica della Guinness continua ad essere operativa in quel di Londra, dal 1932. La società Guinness & Co è passata alla multinazionale inglese Diageo, mentre oggi la Guinness viene prodotta in oltre sessanta paesi sparsi per il mondo e viene commercializzata in circa cento nazioni. La produzione annua si attesta sugli 850 milioni di litri e, in Irlanda, continua ad essere la birra più bevuta dalla popolazione.

Guinness: caratteristiche e curiosità

La birra Guinness ha un sapore abbastanza tostato che ne fa davvero una birra diversa da tutte le altre. Gli ingredienti sono i classici ma con qualche piccola variante: orzo, acqua, luppolo e lievito, in cui il malto d’orzo subisce un processo di elevato grado di tostatura. Infine, la birra viene filtrata e pastorizzata e, una volta completato l’iter di produzione, servita ad una temperatura di circa 6°C.

Altre simpatiche curiosità riguardano la spillatura e il simbolo della birra.

Si dice che la “pinta perfetta” deve essere spillata in due tempi perché, secondo la filosofia dei maestri Guinness, “le cose buone arrivano solo a chi sa aspettare”.

Per quanto riguarda il simbolo famoso della Guinness, ovvero l’arpa dorata, il motivo è abbastanza semplice: l’arpa gaelica, insieme al trifoglio, rappresenta uno dei simboli storici della cultura dublinese e il birrificio ha scelto questo emblema per rendere omaggio alla propria patria.

Il successo di Guinness

In Irlanda, il successo di Guinness è senza paragoni. E’ una vera e propria star e non c’è concorrenza che tenga! Dati statistici confermano che è la birra più venduta nell’intero paese. Inoltre, gode di ottima fama anche in Nigeria e nelle Bahamas e, dopo l’Irlanda e l’Inghilterra, si trova tra i primi posti tra le birre più bevute negli Stati Uniti d’America.

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